Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Botte alla compagna davanti ai figli, il pm: "Processate quell'uomo"

A settembre il gup deciderà se rinviare a giudizio un 33enne, accusato dalla convivente di maltrattamenti per oltre sette anni. Una precedente denuncia fu presentata nel 2010, ma venne ritirata. Ora la donna vuole andare a fondo

 

LECCE – Il giudice per le udienze preliminari Antonia Martalò ha fissato per il 27 settembre prossimo l’udienza preliminare su un delicato caso di presunti maltrattamenti in famiglia che sarebbero stati perpetrati da un uomo di 33 anni di Calimera ai danni della sua convivente, una giovane donna di 31 anni, dalla cui relazione sono anche nati due figli, un maschietto e una femminuccia. In alcuni casi, le violenze sarebbero avvenute persino davanti ai due bambini. Il pubblico ministero Paola Guglielmi ha richiesto il rinvio a giudizio nei confronti dell’uomo.

La convivenza fra i due è iniziata nel 1999 e, secondo quanto denunciato dalla donna, il rapporto non sarebbe mai stato sereno. Anzi, vi sarebbe stata una vera e propria escalation di abusi, dopo i primi tempi, che hanno condotto anche a una precedente denuncia, poi però ritirata. Una situazione che si verifica spesso, quella che vede al centro di donne che rimettono la querela, nella speranza che le acque si calmino con il tempo, magari anche per non compromettere la situazione lavorativa dei partner, su cui si fonda a volte l’intera economia di un nucleo famigliare. Ma, in questo caso, la 31enne calimerese, dopo le prime titubanze, alla fine ha deciso di andare fino in fondo.

L’indagato, sempre stando alle ricostruzioni, avrebbe manifestato atteggiamenti vessatori per sette, forse anche otto anni, instaurando nel frattempo anche relazioni con altre donne. Le botte sarebbero state inferte alla compagna anche in presenza dei minori, i quali, a detta della donna, sarebbero terrorizzati dalla figura paterna. Il tutto, a quanto pare, avvalorato anche da alcune testimonianze, quelle della madre della presunta vittima, del fratello e di un’amica personale.

Proprio il fratello della 31enne di Calimera, sarebbe intervenuto in più occasioni, per cercare di riportare a ragione l’uomo e far cessare i maltrattamenti. Interventi, però, che a quanto pare si sono rivelati del tutto inutili. Risale al 2010 una denuncia presentata nella caserma dei carabinieri, poi, però, ritirata. Una seconda è stata presentata più di recente e, ora, il pubblico ministero ha chiesto che quell’uomo venga processato. La 31enne è difesa dall’avvocato Giuseppe Antonio Lombardo, il compagno dall’avvocato Franco Martino.        

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