Cronaca

Botte e minacce alla convivente, ma lei ritira la denuncia. Assolto un 38enne

Una storia singolare, con un 38enne finito anche in carcere per due giorni. Oggi l'assoluzione dopo il giudizio con rito abbreviato

LECCE – Botte e minacce di morte alla convivente, costretta a subire in silenzio le angherie dell’uomo. Un inferno durato alcuni mesi, culminato nella notte tra il 12 e il 13 novembre 2016, con un autentico raptus. Il protagonista di questa vicenda di maltrattamenti, un 38enne di Otranto, L.C., dopo essere rientrato a casa ubriaco, ha aggredito la donna prima verbalmente, per poi colpirla con calci e pugni al capo e alle gambe, scagliando a terra gli oggetti presenti all’interno dell’abitazione. Poi, dopo essere stato allontanato, ha tentato di sfondare la porta dell’abitazione a calci. Il bilancio di una notte di violenza, è stato di contusioni e traumi vari, dichiarati guaribili in sette giorni. Il 13 novembre l’uomo è stato arrestato, per poi lasciare il carcere due giorni dopo.

Il 38enne, assistito dall’avvocati Tony Indino e Giovanni D’Amico, è stato giudicato con il rito abbreviato per maltrattamenti in famiglia e lesioni. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna a un anno e quattro mesi di reclusione. Il legale, invece, ha chiesto l’assoluzione dal reato di maltrattamenti perché il fatto non sussiste e dichiararsi non doversi procedere per remissione di querela. Una tesi accolta dal giudice, che lo ha assolto dal reato di maltrattamenti e disposto il non doversi procedere poiché la persona offesa ha ritirato la denuncia. Tutto è così finito in un nulla di fatto. 

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