Botte e offese alla moglie: 30enne condannato a un anno e otto mesi

Il processo discusso in abbreviato. L’imputato, residente a Nardò, è accusato di aver picchiato in due occasioni la propria donna

E’ stato condannato a un anno e otto mesi con l’accusa di aver maltrattato la moglie, A.F., 30enne originario di Gallipoli ma residente a Nardò. La sentenza (di cui si conosceranno le motivazioni entro trenta giorni) è stata emessa ieri dal gup (giudice per l’udienza preliminare) Cinzia Vergine, al termine del processo discusso con il rito abbreviato.

Sono due gli episodi che risalgono a prima del 2016 finiti al vaglio del giudice: il primo vede l’uomo responsabile di aver offeso verbalmente la propria donna e di averla presa a calci e pugni, scaraventandola contro l’auto, col risultato di procurarle ferite in testa e nella zona dorso lombare, giudicate guaribili in dieci giorni dai medici ai quali la malcapitata si rivolse; il secondo, vede A.F. sottrarre con violenza il telefono alla moglie per impedirle di chiedere aiuto alla madre, colpendola ripetutamente al volto tanto da causarle gonfiori ovunque (a zigomi, naso, labbra e palpebre).

Per il primo episodio, la donna ritirò la querela, ma dopo poco fu ascoltata dal magistrato Carmen Ruggiero, titolare dell’inchiesta, alla quale riferì della seconda vicenda. Il difensore dell’uomo, l’avvocato Silvio Giardiniero, presenterà appello non appena saranno depositate le motivazioni. 

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