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Cronaca Campi Salentina

Botte alla fidanzata in albergo, poi in un bar: fermato da testimoni, ma ora scatta l’arresto

E’ finito ai domiciliari col braccialetto elettronico un 51enne di Campi Salentina, accusato di aver scatenato la sua violenza, spesso sotto l’effetto di droga, contro la donna alla quale era legato. Nei giorni scorsi, l'interrogatorio

CAMPI SALENTINA - Ossessivo, dispotico, assillante, avrebbe calpestato la dignità della donna con cui aveva una relazione, denigrandola sistematicamente e rendendola bersaglio di una violenza incontrollata. Spesso, in stato di alterazione dovuta all’uso di sostanze stupefacenti, l’avrebbe aggredita fisicamente, anche in luoghi pubblici.

E’ descritto così quest’uomo, un 51enne di Campi Salentina (di cui omettiamo le generalità per tutelare la privacy della vittima), nell’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lecce Angelo Zizzari ha disposto gli arresti domiciliari col braccialetto elettronico.

Le accuse sono di stalking e lesioni e, sebbene l’indagato abbia provato a respingerle nel lungo interrogatorio che si è tenuto venerdì scorso, le sue dichiarazioni sarebbero apparse fumose.

Questo soprattutto in ragione del fatto che il racconto della malcapitata sarebbe supportato e confortato da quello di persone dinanzi alle quali si sarebbero verificate le violenze, come il personale di un hotel a Otranto, dove il 6 gennaio scorso, soggiornò la coppia e che intervenne in auto della vittima, proprio mentre lui, dopo averla schiaffeggiata, le avrebbe stretto le mani al collo, usando anche degli asciugami arrotolati.

Nemmeno un mese dopo, il 3 febbraio, a fermarlo sarebbero stati gli avventori di un bar a Campi, dove l’uomo, dopo aver messo le mani sul capo della donna e averla percossa, avrebbe affondato i denti nel suo zigomo, e simulando con le mani il gesto di una pistola l’avrebbe minacciata: “Oggi morirai per mano mia”.

L’aggressione, che procurò alla vittima lesioni giudicate dai medici guaribili in sette giorni, sarebbe stata inoltre ripresa dalle telecamere di sorveglianza del locale e i filmati, acquisiti dai carabinieri, sono finiti sulla scrivania della sostituta procuratrice Erika Masetti, titolare dell’inchiesta, che ha chiesto e ottenuto dal gip l’arresto dell’uomo.

L'indagato, racconta ancora l'inchiesta, durante la relazione, avrebbe preteso che la fidanzata fosse roba sua, allontanandola dalla famiglia e dagli amici, l’avrebbe offesa di continuo con espressioni che nella migliore delle ipotesi corrispondevano a queste: “sei una poco di buono che vende il corpo per niente”, “sei una nullità". Infine, per impedirle di lasciarlo e di sporgere denuncia, avrebbe mandato messaggi intimidatori, sia a lei che alla sua famiglia del tipo: “Verrai sotto terra con me”.

In merito alle esigenze cautelari, per il gip Zizzari c’è il rischio concreto di reiterazione del reato considerando la personalità dell’uomo, aduso alla assunzione di sostanze stupefacenti, del tutto negativa, e i comportamenti violenti e le impressionanti minacce indicatori di un’indole senza alcun dubbio deviante e del tutto carente di freni inibitori.

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