Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Bracconieri e finti "richiami" per uccidere le quaglie

Gli agenti della Forestale hanno individuato il materiale utilizzato dai bracconieri per cacciare le quaglie. Trovati tre richiami acustici elettromagnetici che riproducono il verso degli uccelli

Nella sequenza di foto i richiami acustici elettromagnetici che riproducono il verso della quaglia scoperti nelle campagne dalla Forestale di Otranto

Adesso osano di più, senza ritegno, rischiando grosso, alla faccia della stagione venatoria chiusa. Bracconieri che si inventano marchingegni elettrici capaci di riprodurre quanto più fedelmente possibile il richiamo degli uccelli che in questo particolare periodo dell'anno si accoppiano. Così gli animali, credendo che quel richiamo giunge da un loro simile, raggiungono il luogo. Ma lì non trovano altro che gente senza scrupoli appostata e pronta a fare fuoco, oppure preparata a lanciare reti per catturare uccelli, quaglie prevalentemente, ma immaginiamo che i bracconieri si lancerebbero su qualsiasi cosa si muovesse di fronte i loro occhi assetati di prede indifese. Questi sono i bracconieri.

La prova di questo illecito e deplorevole modo di cacciare che si consuma nelle aree verdi del Salento, è saltata fuori durante la notte appena trascorsa: gli agenti del Comando Forestale di Lecce in forza a Otranto, nell'ambito di un servizio mirato per contrastare il fenomeno del bracconaggio, hanno rinvenuto tre richiami acustici elettromagnetici che riproducono il verso della quaglia, generatori di suono utilizzati per attirare gli animali che adesso si trovano nel periodo dell'accoppiamento e quindi essere più facilmente sparati.

Gli agenti hanno individuato il primo "richiamo" all'interno di un bauletto da scooter che a sua volta era stato nascosto dietro un cespuglio, nei pressi di un muretto a secco, in località masseria "Sbotta", nelle campagne di Melendugno; il secondo marchingegno, invece, all'interno di una vecchia borsa-frigo, che era stata lasciata sopra una costruzione rurale in località masseria "Lame", agro di Carpignano Salentino, mentre e il terzo "richiamo" all'interno di un secchio ben nascosto tra un albero di olivo e un muretto a secco, in località masseria "Marsano", a Maglie. Particolare non irrilevante è che ciascun richiamo acustico era munito di timer, programmato per attivarsi alle 21.30 e spegnersi alle 5 del mattino.

Ecco qualche notizia sulle caratteristiche della quaglia, le cui dimensioni molto ridotte, appena 18 centimetri ed un'apertura alare di circa 32 centimetri. La differenza tra maschio e femmina non è evidente, ad eccezione di un collarino e di una macchia nera sul petto del maschio, inoltre il petto del maschio presenta le piume tendenti al rosso mattone. I bracconieri, poi, conoscono bene le abitudini di questi uccelli: la quaglia ama pascolare a terra tra la vegetazione alla ricerca di insetti e se qualcosa l'allarma preferisce fuggire con una rapida corsa, anziché prendere il volo. Nonostante non abbia un eccezionale modo di volare, questo piccolo Galliforme può librarsi in aria per lunghi percorsi così da raggiungere le aree di riproduzione, tra cui la macchia mediterranea. I maschi nel ritorno primaverile anticipano le femmine e difendono in modo agguerrito il loro territorio ed emettono dei particolari richiami (richiamo trisillabico "tuì tuitui") per attirare l'attenzione delle femmine in arrivo. Sono deposte dalle 7 alle 12 uova, ed esclusivamente la femmina si occupa della cova e della crescita dei quagliotti.

Le uova schiudono dopo una ventina di giorni e i piccoli crescono talmente velocemente da poter seguire gli adulti nell'annuale migrazione ad appena 5-6 settimane di età. Ma questo ciclo è destinato a scomparire se da una parte gente come i bracconieri continuerà ad approfittare degli animali indifesi e i pesticidi elimineranno il cibo preferito dagli uccelli, gli insetti. Ma questa è un'altra storia.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Bracconieri e finti "richiami" per uccidere le quaglie

LeccePrima è in caricamento