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Operazione "Ghost Wine", due fra i principali indagati lasciano il carcere

Ai domiciliari gli imprenditori Caragnulo e Laera. E intanto, disposta l'amministrazione giudiziale per la società Megale Hellas

LECCE – Attenuate le misure cautelari per Giuseppe Caragnulo, 58enne di San Donaci, e Vincenzo Laera, 38enne di Mesagne, due fra i principali accusati nell’operazione “Ghost Wine” che, l’11 luglio scorso, ha condotto a undici arresti (quaranta sono gli indagati totali) per una vicenda legata alla presunta sofisticazione di vini, in un’indagine condotta dal Nas di Lecce e dai funzionari dell’Icqrf.

Il giudice per le indagini preliminari Michele Toriello, infatti, ha sciolto le riserve e ha concesso gli arresti domiciliari. Caragnulo e Laera, difesi dagli avvocati Massimo Manfreda e Francesco Vergine, erano in carcere  fin dal giorno del blitz. Il pubblico ministero Donatina Buffelli aveva espresso parere negativo sulla scarcerazione.

Intanto, come ulteriore passo nella vicenda, è stata disposta l’amministrazione giudiziale per lo stabilimento vinicolo Megale Hellas di San Pietro Vernotico, cioè quella che fa capo al già citato Caragnulo. Si tratta di una misura ordinaria assunta dal Tribunale, dopo il sequestro degli impianti che costituiscono l’azienda e che serve per preservarne l’attività e i livelli occupazionali. A breve, dunque, s’insedierà un amministratore giudiziale che dovrà, prima di tutto, verificare lo stato dell’azienda.

In collaborazione con Brindisireport.it

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