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Domenica, 14 Aprile 2024
Cronaca

Norman Atlantic, commissione di nuovo a bordo. Sono sei gli indagati

Oggi è tornato il sostituto procuratore di Bari Ettore Cardinali, titolare del procedimento con il procuratore Giuseppe Volpe. Ad accompagnarlo un pool di esperti che dovrà stabilire le condizioni e il funzionamento dei sistemi di sicurezza a bordo della nave andata a fuoco nel Canale d'Otranto

LECCE – Da ieri il profilo della Norman Atlantic, il traghetto colpito da un incendio all’alba del 28 dicembre nelle acque del basso Adriatico, dopo la partenza dalle coste greche alla volta di Ancona, si staglia sinistro e lugubre sulla banchina di Costa Morena Nord del porto di Brindisi. Il relitto è a disposizione della magistratura, che tra ieri e oggi ha compiuto alcuni sopralluoghi per eseguire delle verifiche ai sistemi di sicurezza del traghetto sotto sequestro. Un’operazione resa assai complessa dalla temperatura delle paratie esterne e, soprattutto, nel garage e nella stiva della nave, dove vi sono decine di mezzi carbonizzati dall’incendio.

Oggi sulla nave è tornato il sostituto procuratore di Bari Ettore Cardinali, titolare del procedimento con il procuratore Giuseppe Volpe. Ad accompagnarlo un pool di esperti (composto da vigili del fuoco, capitaneria di porto, polizia e consulenti) che dovrà stabilire le condizioni e il funzionamento dei sistemi di sicurezza a bordo della nave.

Bisognerà anche scandagliare il relitto alla ricerca dei corpi delle vittime della tragedia in mare, lavoro che vede impegnati i carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche del comando provinciale di Brindisi. Il bilancio della tragedia è per ora di undici vittime e di altrettanti passeggeri non si conosce ancora la sorte, considerati per ora ufficialmente dispersi, ma il numero potrebbe salire al termine dei sopralluoghi. Molte zone, soprattutto nel garage e nella stiva, sono ancora irraggiungibili a causa dei focolai d’incendio (monitorati costantemente dai vigili del fuoco) e delle temperature elevate.

A bordo anche alcuni ispettori della Commissione centrale di indagine sui sinistri marittimi, un organo che fa riferimento Comando generale delle Capitanerie di porto e alla Direzione generale investigazioni ferroviarie e marittime, con il compito di monitorare i sinistri al fine di proporre modifiche tecniche e normative tese al miglioramento degli standard di sicurezza.

Molti gli interrogativi e le circostanze da chiarire in un’inchiesta che si prospetta lunga e complessa, che segue le altrettanto difficili operazioni di soccorso in cui un ruolo importante hanno rivestito l'aeroporto militare di Galatina, medici, infermieri, volontari e ospedali della provincia di Lecce e guardia costiera di Otranto.

Ieri comandante della nave, Argilio Giacomazzi, è stato interrogato per ben cinque ore dalla magistratura. Giacomazzi è una delle sei persone iscritte nel registro degli indagati per concorso in naufragio colposo, omicidio plurimo colposo, e lesioni colpose. Con lui l’armatore Carlo Visentini, e due membri dell’equipaggio della Norman Atlantic: Luigi Iovine, 45enne napoletano, primo ufficiale di coperta (responsabile della sicurezza), Francesco Romano, 56enne siciliano, secondo ufficiale di macchina (responsabile della messa in mare delle scialuppe).

Infine compiano i nome del legale rappresentante, della noleggiatrice della nave, la greca Anek Lines, e il supercargo, Fantakis Pavlos, dipendente della stessa ditta e responsabile delle operazioni d’imbarco di auto e tir a bordo del traghetto. Il sospetto, tuto da verificare, è che la nave sia salpata in condizioni critiche, sfidando il maltempo, per motivi economici, raggiungere le coste italiane con le merci destinate alla notte di San Silvestro (ipotesi già respinta dal comandante). Resta poi da verificare se la nave di tutti i criteri e gli standard di sicurezza, oltre l’eventuale presenza a bordo di clandestini. 

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