Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Rapinatore in fuga per amore: trovato in casa dalla sua fidanzata

Ai domiciliari in un centro di Lecce per un assalto in gioielleria a Sava, un 28enne di Brindisi aveva fatto perdere le tracce dal 3 luglio scorso. Preso dai carabinieri

Foto di repertorio.

BRINDISI – Ristretto in una comunità di Lecce, Domenico Di Santantonio, 28 anni di Brindisi, voleva volare sulle ali della libertà sognando la sua amata. E alla fine se l'è svignata davvero. Non si può, però, certo parlare di fuitina. Uno, perché la fuitina si fa in due verso mete lontane dalle proprie case e lui, invece, era andato dritto verso l’appartamento della fidanzata. E due, perché, da qualsiasi angolazione si voglia vedere questa storia, porta un solo nome: evasione.

Nella comunità di Lecce il 28enne brindisino, infatti, si trovava ristretto ai domiciliari. Accusato di una rapina in una gioielleria di Sava, in provincia di Taranto, dopo essere passato dal carcere, era stato destinato nel centro del capoluogo salentino. Un beneficio per ora perduto, visto che dietro le sbarre c’è tornato dopo questo colpo di testa. Tuttavia, per ben sei giorni s’è goduto la libertà, per quanto illusoria. Non potendo farsi vedere troppo in giro, in fin dei conti era come se stesse scontando comunque i domiciliari. Ma nella destinazione scelta da lui e non da un giudice. Una bella differenza.

Sono stati proprio i gestori della comunità leccese a denunciare la scomparsa di Di Santantonio. Lo stava ospitando per effetto del provvedimento del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Taranto firmato il 20 giugno scorso, accogliendo l’istanza presentata dal difensore. Circa due settimane è durata la permanenza. Dal 3 luglio si è volatilizzato dalla sua stanza.

DI SANTANTONIO Domenico, classe 1990-3-2I carabinieri si sono messi sulle tracce dell’uomo partendo dai luoghi che è solito frequentare. E ieri sera hanno tentato anche in casa di una ragazza di Brindisi, già convivente di Di Santantonio. Prima hanno suonato al citofono del palazzo, senza risposta. Poi, alcuni militari appostati sul lato posteriore, hanno visto sollevarsi una tapparella al piano rialzato. Era il ricercato, il quale avrebbe meditato di filarsela saltando fra i balconi vicini. Nulla da fare, peraltro troppo pericoloso. Per questo, alla fine, è rientrato, ha aperto la porta e s’è consegnato ai militari.

Quanto alla rapina a Sava, avvenuta il 3 febbraio scorso, Di Santantonio è stato identificato grazie alle videocamere come uno dei due malviventi che fecero irruzione. I due si sarebbero finti clienti della gioielleria, secondo uno schema piuttosto consolidato, chiedendo di alla titolare e al marito di vedere alcuni braccialetti per un regalo, salvo poi esibire una pistola e arraffare i rotoli contenenti alcuni preziosi.

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