Cronaca Gallipoli

Bufera su Gallipoli, il carabiniere “sospeso”: “Sempre agito con lealtà”

Ha risposto alle domande del giudice, l’appuntato Vincenzo Zuccheroso coinvolto nella recente inchiesta sulla città jonica. Hanno parlato anche altri tre indagati. In silenzio, i due imprenditori e il funzionario ai domiciliari

GALLIPOLI - Si sono tenuti oggi, a partire dalle 10.30, nell’aula bunker del carcere di “Borgo San Nicola” gli interrogatori di garanzia ai dieci destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare eseguita tre giorni fa dai finanzieri del comando provinciale di Lecce.

In quattro hanno inteso rispondere alle domande del gip Marcello Rizzo e si tratta di: Vincenzo Zuccheroso, 53 anni, originario di Formia ma residente a Parabita, appuntato in servizio presso il Nor della compagnia dei carabinieri di Gallipoli per il quale sono stati disposti la sospensione dell'esercizio di pubblico ufficiale per un anno e il divieto di dimora nel comune di Gallipoli;  Franco De Matteis, 62, di Pisignano, funzionario in servizio alle Agenzie delle Entrate-Ufficio del territorio, sospeso per un anno; Cosimo Giuncato, 62 anni, di Gallipoli, sottoposto al divieto di esercitare la professione di architetto per un anno, più divieto di dimora a Gallipoli; Giovanni Bianco, 61, di Cursi, sottoposto al divieto di esercitare attività imprenditoriale per un anno.

Il primo, assistito dall’avvocato Luca Laterza, ha cercato di smontare le gravi accuse mosse nell’inchiesta in cui è descritto come “terminale” locale di un’associazione a delinquere al cui vertice ci sarebbe stato l’imprenditore Cesario Faiulo, 56 anni, residente a Casarano, spalleggiato dal “socio” Emanuele Piccino, 45, gallipolino, già assessore. In sostanza, secondo la ricostruzione degli inquirenti, il militare avrebbe garantito una serie di interventi per proteggere gli interessi economici di questi ultimi, ma sarebbe stato anche pronto a infierire su di loro, se non fossero state soddisfatte alcune sue pretese (qui, tutti i dettagli).

Ma, come anticipato, Zuccheroso ha negato ogni singolo addebito, nel tentativo di chiarire la sua posizione e dimostrare di aver agito sempre in modo assolutamente leale e nel rispetto dell’Arma di cui è rappresentante.

Anche De Matteis ha parlato per smentire l’accusa di corruzione in concorso con il funzionario regionale in servizio presso la struttura di Lecce del servizio Riforma fondiaria Antonio Fasiello, 69 anni, di Vernole (che è anche tra gli indagati nella recente inchiesta sull'affidamento degli incarichi nel tribunale di via Brenta a Lecce). 

Alla presenza dell’avvocato difensore Michelangelo Gorgoni, l’indagato ha spiegato di essere legato a Fasiello da una lunga e solida amicizia e di avergli solo fornito al telefono dei dati sulle visure, che di fatto non erano coperti da segreto, ma che lui stesso avrebbe potuto ottenere con una procedura “standard”, il cui costo è di circa un euro. Gli incarichi ricevuti dal figlio, ritenuti dagli inquirenti il “prezzo” dei favori elargiti, sarebbero stati, secondo la versione del funzionario, solo frutto di un profondo e sincero affetto e di un’altrettanta profonda stima.

Ha negato gli addebiti anche Giungato, affiancato dall’avvocato Andrea Sambati. Questi ha spiegato di non aver mai ricevuto incarichi per lavori di ristrutturazione, ne formalmente né informalmente da Faiulo, in cambio del sostegno delle istanze di quest'ultimo affinché l’area su cui era stato costruito il residence “Vita Bella”, a Gallipoli, e gestita dalla "Fama" di cui è amministratore, rientrasse tra quelle escluse dalla tutela paesaggistica. Tanto più che la questione, a dire dell’indagato, non sarebbe stata neppure di competenza della commissione urbanistica da lui presieduta. 

Quanto ai tre ai domiciliari col braccialetto elettronico, tutti hanno ritenuto di avvalersi della facoltà di non rispondere per avere più tempo di visionare l’ordinanza di custodia cautelare di 800 pagine.

Stiamo parlando di: Piccinno, assistito dall’avvocato Ladislao Massari; Faiulo, difeso dagli avvocati Michele Reale, Giulio De Simone e Massari; Fasiello, con l’avvocato Enrico Gargiulo.

La stessa scelta è stata fatta anche da: Corrado Salvatore, 57 anni, originario di Milano ma residente a Calimera, assistito dall’avvocato Silvio Verri, luogotenente dei carabinieri in servizio nel nucleo investigativo di Lecce, sospeso per un anno e con divieto di dimora nel comune di Gallipoli; Ivan Giaccari, 52, di Porto Cesareo, difeso dall’avvocato Antonio De Mauro; Vito Antonio Greco, 68, di Torre Santa Susanna (Brindisi), assistito dall’avvocato Vincenzo Farina. Sugli ultimi due vige il divieto di esercitare attività imprenditoriale per un anno.

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