Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Bufera nei popolari udeur, buccoliero querela pepe

Il consigliere regionale e segretario cittadino ha denunciato l'ex parlamentare, dopo le pesanti accuse di quest'ultimo, per diffamazione aggravata e calunnia. "Che mostri il suo fantomatico dossier"

Dopo le accuse, nessun passo indietro. Ed il silenzio. Quel silenzio che ha condotto il segretario cittadino dei Popolari-Udeur e consigliere regionale, Antonio Buccoliero a portare avanti quanto minacciato: ieri ha presentato formale denuncia nei confronti dell'ex parlamentare Gino Pepe, di recente espulso dal partito di Mastella. Una decisione che quest'ultimo non ha affatto digerito: di fronte alla stampa, ha gettato benzina sul fuoco della polemica, chiamando in causa alcuni esponenti del partito, in particolare Buccoliero e l'assessore regionale Massimo Ostilio, dicendo pubblicamente che aderirebbero ad un sistema di collusione e accusandoli di essere vicini ad elementi noti per diversi reati, fra cui la concussione. E a tal proposito, sarebbe stato menzionato anche un dossier, che Buccoliero definisce "fantomatico". Dunque, la prima mossa: quella di chiedere a Pepe un ripensamento: "Riconvochi una conferenza stampa, ritiri le sue parole, chieda pubblicamente scusa". E, di fronte al silenzio, la seconda: quella di arrivare alla querela per i reati di diffamazione aggravata e calunnia, presentata presso la Procura della Repubblica di Lecce. Chiedendo l'immediata audizione di Pepe e l'acquisizione ed il sequestro del già citato "fantomatico dossier".

"Si tratta di un passaggio necessario per tutelare non solo la mia immagine di ufficiale dell'Arma in aspettativa e di rappresentante politico - ha spiegato Buccoliero -, ma anche l'immagine di tutte quelle persone, tante fortunatamente, che hanno creduto e continuano a credere nell'impegno pulito e trasparante di chi intende realizzare un nuovo progetto politico. L'ex parlamentare Pepe si è reso protagonista, nel corso di una pubblica conferenza stampa, di accuse pesantissime nei confronti di un presunto sistema di collusione che mi vedrebbe coinvolto, ipotizzando mie amicizie e collaborazioni "pericolose"'.


"Ho invitato più volte Pepe a dimostrare in maniera circostanziata quanto dichiarato. Non solo. Comprendendo, seppur a fatica, che la mancanza di serenità per la sospensione dal partito l'avesse portato ad eccedere nelle parole - spiega -, l'ho pubblicamente invitato a riconvocare una conferenza stampa e chiedere scusa per aver osato infangare il buon nome di chi ha sempre agito nella massima trasparenza e legalità. Attesa vana. Di contro, ancora una volta - prosegue - dimostro con i fatti che mantengo gli impegni assunti. Non ho ancora visto depositare da parte del Pepe nessun dossier nei mie confronti e, ancora, il 7 luglio, l'ex parlamentare, presentandosi presso il Comando provinciale dei carabinieri di Lecce, ha solo raccontato aria fritta senza presentare alcuna denuncia dettagliata. Il suo unico intento è di eliminare un potenziale concorrente politico, ma lui, politico di lungo corso, dovrebbe aver imparato, in tanti anni di militanza, che le bugie hanno le gambe corte. Su questi temi, che come é noto, non mi appassionano, non tornerò più. Sarà l'Autorità giudiziaria invocata - conclude Buccoliero - che farà giustizia dell'accaduto".

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