Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca

Bufera sul Cda dell'ateneo: "Si riaprano i termini per le candidature"

I sindacati Cgil e Uil puntano il dito sulle tre nomine del rettore per ricoprire i posti vacanti dei consiglieri dimissionari. "Candidati con cariche partitiche o in conflitto d'interesse. Occore una valutazione più trasparente"

LECCE – I sindacati tornano all'attacco sulle dinamiche interne dell'Università del Salento, prendendo di mira lo Statuto dell'ateneo. Un documento "inadeguato" secondo Flc Cgil e Uil/Rua, così come dimostrerebbero i recenti accadimenti.

Il riferimento dei sindacalisti è a quelle norme che delegano al rettore la potestà di indicare i componenti gli organi di governo. In questo caso, Domenico Laforgia, "seguendo le sue logiche" avrebbe messo in piedi un consiglio di amministrazione assolutamente "inadeguato" alle esigenze dell'università.

"Dei componenti da lui indicati già tre su sette si sono dimessi per essere poi sostituiti - spiegano i due referenti di Cgil e Uil -. Senza contare che in alcune occasioni sono state assunte deliberazioni di estrema rilevanza alla presenza di un ristretto numero di consiglieri. Tra quelli dimessisi vi è anche il componente del personale tecnico-amministrativo".

Ancora una volta il rettore, nel proporre il sostituto, avrebbero operato in base a "scelte parziali". Perchè? "Innanzitutto si rifiuta, com'è successo nell'ultima riunione del senato accademico, di rendere pubblici i nominativi dei candidati che hanno presentato istanza, trincerandosi dietro un'inesistente privacy, alla faccia della tanto decantata trasparenza", rispondono i sindacalisti.

Successivamente avrebbe proposto "una terna inidonea composta da un candidato in regime di incompatibilità con l'incarico dirigenziale ricoperto in un partito politico, da un altro candidato privo dei requisiti previsti dalla legge 240 del 2010, dallo statuto d'ateneo e dal regolamento generale ed infine da un terzo candidato con contratto di lavoro part-time e con probabile conflitto di interessi".

I sindacati puntano il dito contro una presunta contraddizione che consiste nel "presentare, oggi, candidati che rivestono cariche partitiche, quando in passato lo stesso Laforgia si contraddistinse nel proporre l'incompatibilità per chi avesse ricoperto cariche politiche e sindacali a far data da tre anni prima".

"Tutto ciò conferma l'assoluta priorità, per la prossima governance dell'università, di modificare lo statuto d'ateneo per renderlo più conforme alle regole della democrazia e del diritto. - prosegue la denuncia - Nel frattempo si chiede che il rettore desista dal portare avanti scelte inopportune, quando non illegittime, e che riapra i termini per la presentazione delle candidature, al fine di consentire la partecipazione a candidati in possesso dei requisiti richiesti e con maggiore titolo in relazione ad una valutazione più trasparente".

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