Rientra in Italia con sette cuccioli. Erano destinati alla vendita nel Salento

Un cittadino bulgaro, residente in provincia di Lecce, è stato fermato questa mattina dagli agenti della dogana e dai finanzieri nel porto di Brindisi e denunciato. La legge italiana vieta l'introduzione di animali al di sotto dei tre mesi

LECCE – Che fine avrebbero fatto non è dato saperlo, ma è meglio che siano finiti nei mani dei funzionari della dogana di Brindisi e dei militari della guardia di finanza al varco di Costa Morena, nel porto di Brindisi. Sette cuccioli di cane, di varie razze – husky, setter inglese, bulldog e chihuahua - sono stati ritrovati questa mattina nell’auto di un cittadino bulgaro, residente nel leccese, appena rientrato in Italia a bordo della nave Catania proveniente dalla Grecia.

La legge, dopo le ultime modifiche del 2010, non permette l’introduzione sul territorio nazionale di esemplari di età inferiore alle 12 settimane. Erano rinchiusi, a coppie, in gabbie in realtà adatte ad un solo animale, senza microchip e apparivano denutriti. I sette cani sono stati rifocillati  visitati da due veterinari della Asl di Brindisi, mentre il pubblico ministero di turno ne ha disposto l’affidamento.

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L’uomo che li trasportava è stato denunciato per maltrattamento e per tratta di cuccioli. E’ stato accertato che una volta giunto a destinazione, il cittadino bulgaro li avrebbe ceduti in cambio di denaro. Indagini sono ora in corso per capire se questo ritrovamento possa essere ricondotta ad un’organizzazione transnazionale dedita al traffica di animali.

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