Bullismo su un minorenne: 19enne potrà “riscattarsi” col volontariato

Per sedici mesi assisterà persone con deficit psichici, proprio come la vittima aggredita nel novembre 2014 nelle vicinanze della chiesa di “Santa Maria delle Grazie”, a Campi Salentina

Il Tribunale per i minori di Lecce.

CAMPI SALENTINA - Dovrà dimostrare con azioni concrete che l'aggressione di un tredicenne affetto da deficit psichici avvenuta nel novembre 2014 in un vicolo alle spalle della chiesa di “Santa Maria delle Grazie”, a Campi Salentina, fu un grave errore. Il giudice Aristodemo Ingusci ha concesso ad A.G., che all'epoca dei fatti aveva 17 anni, la possibilità di riscattarsi, accogliendo la richiesta di messa alla prova formulata dall'avvocato Michele Palazzo, alla quale il pubblico ministero Imerio Tramis aveva dato parere favorevole.

Il programma, redatto dai servizi sociali presso il tribunale per i minorenni, è molto articolato vista la gravità dei reati (rapina, perché alla vittima fu sottratto il cellulare, oltre al sequestro di persona aggravato, perché commesso nei riguardi di un minore e di persona affetta da handicap, violenza privata e stalking) contestati al ragazzo. Questi, in particolare, dovrà svolgere attività di volontariato in una associazione che si occupa di persone con disabilità psichiche e offrire il suo aiuto alla mensa per poveri nella parrocchia di Santa Rosa, a Lecce. Non finisce qui. Frequenterà un corso sulla legalità attivo presso il tribunale per i minorenni e a uno di formazione professionale presso l'istituto Calasanzio di Campi Salentina.

Se A.G. rispetterà alla lettera il piano, il processo (che per ora è solo sospeso) non si terrà perché il reato sarà dichiarato estinto. Durante questi sedici mesi, i servizi sociali valuteranno (d'intesa con la famiglia) la possibilità di fargli incontrare incontrare la vittima, proprio quel tredicenne che fu legato a un cancello con una catena da bicicletta, schernito, schiaffeggiato, lasciato in mutande, sporcato d'urina e costretto a fumare uno spinello. L'inchiesta condotta dal pubblico ministero Angela Rotondano e dal collega Imerio Tramis (presso la Procura per i minorenni) con i carabinieri della compagnia di Campi Salentina accertò che gli artefici dell'aggressione furono un gruppetto di compaesani qualche anno più grandi del malcapitato.

Tra questi, A.G., che essendo minorenne all'epoca dei fatti fu indagato a piede libero; i ventiduenni Riccardo Cassone ed Edoardo Tauro, che furono arrestati lo scorso dicembre e in maggio hanno chiuso il loro conto con la giustizia, patteggiando (attraverso gli avvocati Massimo Bellini e Giovanni Gabellone) due anni e otto mesi di reclusione; e il ragazzo che con il telefonino filmò l'aggressione e la condivise su whatsapp. Fu proprio il video a dare una svolta alle indagini.

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