Bullizzato dai compagni di classe, chiesta la messa alla prova

Avanzata oggi da tre dei quattro imputati l’istanza, sulla quale il giudice deciderà il 23 marzo. La ragazza del gruppo è accusata anche di lesioni, perché il 4 ottobre del 2018 avrebbe preso a pugni il coetano

RACALE - Deriso, isolato, perseguitato e, in una circostanza, anche picchiato, tanto da decidere di cambiare scuola. Ma non solo. Suo padre bussò alle forze dell’ordine per denunciare quegli atti di bullismo che si sarebbero verificati in un istituto scolastico di Racale. E’ nata così l’inchiesta condotta dal pubblico ministero della Procura per i minorenni Imerio Tramis, oggi al vaglio del giudice Aristodemo Ingusci e che coinvolge tre studenti e una studentessa, all’epoca dei fatti tra i 15 e i 17 anni. Rispondono tutti di stalking, ma alla ragazza è contestato anche il reato di lesioni personali, perché il 4 ottobre dello scorso anno, avrebbe colpito con pugni e calci il compagno di classe che per quelle ferite fu costretto a ricorrere alle cure mediche (la prognosi fu di cinque giorni).

Tre di loro oggi hanno chiesto, attraverso gli avvocati Giacinto Mastroleo, Fernando Corsano e Vito Lisi, la messa alla prova, quindi la possibilità di ottenere la sospensione del procedimento e partecipare ad un programma rieducativo che, in caso di esito positivo, determinerà il proscioglimento per estinzione del reato.

Il gup Aristodemo Ingusci si pronuncerà sulla richiesta nella prossima udienza, fissata al 23 marzo, quando valuterà l’idoneità del progetto che, nel frattempo redigeranno i servizi sociali.  

Nella stessa udienza sarà definita anche la posizione del quarto imputato (oggi assente) per il quale al momento non è stata avanzata alcuna istanza.

La persona offesa è assistita dall’avvocato Vincenzo Venneri.

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