“Buste Pulite”, la funzionaria ammette: “Ho sbagliato, ma pronta a chiarire i fatti”

Nuovo interrogatorio questa mattina dinnanzi al gip Gallo per Carmen Genovasi e Giuseppe Bruno arrestati nei giorni scorsi dai finanzieri. Stavolta la responsabile del settore protesi ha confermato alcune delle contestazioni. In silenzio Bonetti e Franchini

LECCE - Nell’interrogatorio di garanzia di venerdì scorso, ancora provata e in stato confusionale per la tumultuosità della vicenda, aveva negato i primi addebiti e soprattutto di aver mai ricevuto denaro o altre regalie per agevolare pratiche e forniture nell’ambito del settore Assistenza protesica del distretto della Asl di Lecce. E che in particolare i soldi sequestrati dai finanziari nel giorno dell’arresto in flagranza li aveva portati da casa e d erano nella sua disponibilità personale.

Nella tarda mattinata di oggi nel nuovo interrogatorio, durato circa due ore, dinnanzi al gip Giovanni Gallo e al pubblico ministero Massimiliano Carducci (titolare del fascicolo d’inchiesta insieme al pm Roberta Licci), la responsabile amministrativa dell’ufficio protesi, Carmen Genovasi, 46anni, sempre visibilmente turbata ha comunque ammesso almeno una parte delle contestazioni mosse nell’ordinanza di custodia cautelare e in particolare quella relativa alla “corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio continuata”. Un atteggiamento collaborativo quello della funzionaria (arrestata nei giorni scorsi nell’ambito dell’operazione “Buste Pulite” della guardia di finanza di Lecce e attualmente sospesa dal servizio), come ha confermato anche il suo legale Carlo Sariconi che assiste la donna con la collega Simona Ciardo.

Per quanto riguarda gli altri episodi contestati nell’ambito dell’inchiesta della procura, che vede al momento coinvolti almeno otto indagati con diversi reati ipotizzati oltre a quello di corruzione, tra truffa, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente e falso ideologico nel settore delle forniture sanitarie, la Genovasi si è limitata a chiarire alcuni aspetti ritenuti marginali e ha ridimensionato fatti e circostanze rispetto a quanto ricostruito negli atti d’indagine e nelle intercettazioni.

La versione fornita questa mattina si riallinea quindi anche alle confessioni già rese dall’altro imputato nella vicenda, anche lui arrestato dai finanziari: Giuseppe Bruno, 57enne, originario di Copertino, ma residente a Collemeto (assistito dall’avvocato Carlo Caracuta) che già nel corso dell’interrogatorio di garanzia aveva affermato di aver consegnato il denaro alla funzionaria, raggiunta nel suo ufficio per il disbrigo di due pratiche, e di aver fatto il tutto su sua richiesta. Anche Bruno questa mattina, è stato ascoltato per la seconda volta dal gip prima della Genovasi, mantenendo la versione già palesata in sede di primo interrogatorio, precisando anche di aver agito su input personale e all’insaputa dell’azienda per cui lavora.    

Dinnanzi al gip Gallo sono comparsi anche gli altri arrestati, e attualmente ai domiciliari: Pietro Ivan Bonetti, 71 anni, di Lecce, legale rappresentante di una società di supporti di tipo audiometrico e Monica Franchini, 49 anni, dipendente “in nero” di un'azienda e rappresetante di protesi. Entrambi, sia Bonetti, difeso dagli avvocati Amilcare Tana e Vincenzo Licci, che Monica Franchini, difesa dai legali Luigi Covella e Giovanni Gabellone, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I legali attendono di acquisire tutta la documentazione legata all’inchiesta, e non ancora resa disponibile, prima di chiedere un eventuale interrogatorio.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Dopo gli interrogatori odierni intanto le indagini, portate avanti dai militari del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, diretti dal colonnello Francesco Di Sabato, proseguiranno e punteranno ad approfondire anche ruoli e consapevolezza degli altri indagati, Fabio Campobasso, Vincenzo Stefanachi, Manola Bisconti e Giovanni Rodia, e a valutare eventuali altri coinvolgimenti.   

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Duplice omicidio: muoiono un uomo e una donna, ricercato l’autore

  • Muore sotto la doccia, la tragica scoperta dei genitori al rientro a casa

  • Duplice omicidio: autopsia sui corpi delle vittime, perquisizioni nelle case

  • Impeto e rabbia, dinamica di un duplice omicidio su cui s'interroga una città

  • Duplice omicidio: assassino ripreso per dei secondi, ha ucciso con pugnale da sub

  • Per Emiliano la riconferma alla guida della Regione: ampio vantaggio su Fitto

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
LeccePrima è in caricamento