Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Sospeso ex dirigente della Conservatoria: "buste" da segretari e funzionari comunali

La Digos ha documentato, anche con telecamere nascoste, numerosi episodi. Il questore D'Angelo loda la donna che ha presentato l'esposto da cui, nell'estate del 2015, è partita l'inchiesta

LECCE –  Undici segretari generali, in rappresentanza di ventitré Comuni, e sei funzionari di uffici tecnici di altrettanti municipi della provincia compaiono negli episodi documentati dal personale della Digos di Lecce che ha notificato nelle scorse ore un provvedimento di sospensione dell’esercizio della funzione pubblica all’ex dirigente della Conservatoria dei Registri Immobiliari di Lecce, sita in via D’Annunzio.

La misura interdittiva è stata stabilita dal giudice per le indagini preliminari, Antonia Martalò, sebbene il pubblico ministero, Angela Rotondano, avesse richiesto la detenzione cautelare per Giovanni Scrimieri, 62enne di Lecce. L’uomo è accusato di induzione indebita a dare o promettere utilità. Nell’ordinanza di oltre 60 pagine non risultano altri indagati.

In ripetute circostanze il dirigente, poi trasferito presso altro ufficio, ha indotto i suoi interlocutori a richiedere consulenze all’agenzia intestata alla sua compagna – la Pubb.Imm. Consultant - facendo ben comprendere come, così facendo, il disbrigo della pratica di sua stessa competenza sarebbe stato rapido e indolore nonostante la complessità delle questioni trattate. Nessuna costrizione esplicita, perché non vi erano minacce di ritorsioni o di rigetto in caso contrario, ma una sorta di moral suasion affinché venisse seguita la strada che avrebbe portato, peraltro a prezzi inferiori a quelli di mercato, a un esito positivo e in tempi celeri.

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L’indagine è partita da un episodio specifico avvenuto nell’estate del 2015, durante il quale a una donna che voleva risolvere una vicenda di asservimento di alcuni terreni era stata chiesta una somma di 350 euro. Volendoci vedere chiaro, si era poi rivolta a funzionari comunali e si era sentita rispondere che il metodo vigente era quello. A quel punto la cittadina ha presentato un esposto.

Ottenuta l’autorizzazione a procedere, gli investigatori hanno messo in atto un sistema sempre più dettagliato di indagine, con intercettazioni telefoniche e ambientali e anche con telecamere nascoste nell’ufficio del 62 enne, dove è avvenuta la maggior parte delle consegne della documentazione oggetto della pratica da istruire, corredata da una busta da lettere contenente la somma di denaro indicata in precedenza telefonicamente.

I riscontri sono stati così convergenti, secondo gli investigatori, che ad agosto scorso si è proceduto alla perquisizione della sede di lavoro e anche del domicilio, dove vengono trovate numerose buste per un totale di poco meno di 19mila euro in contanti e una sorta di archivio.

Il lavoro di indagine è stato certosino, oltre che accompagnato da diverse informative all’autorità giudiziara, e ha permesso di escludere un ruolo attivo e consapevole della compagna che, in più circostanze, avrebbe dato prova di non essere a conoscenza nemmeno di elementi basilari per un’attività di quel tipo. Insomma, al personale della Digos è parso chiaro che il 62enne gestiva in proprio tutto l’iter, compreso anche l’invio e la ricezione di e-mail dall’indirizzo dell’agenzia, salvo la pubblicazione dell'atto che era demandata a un dipendente.

L’uomo era così sicuro del fatto suo che in talune circostanze, per esempio in sua assenza dall’ufficio, chiedeva ai funzionari comunali o ai loro messi di lasciare i plichi presso un circolo ricreativo. Sporadicamente la consegna avveniva presso l’agenzia, sita in via Pacuvio dove l’uomo risiede.

Le risultanze investigative, relative a un numero cospicuo di pratiche, coprono un periodo di circa un anno, dalla fine di una stagione estiva alla successiva, ma il convincimento degli inquirenti è che il collaudato sistema si sia protratto un periodo di tempo maggiore. Dopo la perquisizione, durante la quale aveva preso atto di essere indagato, il 62enne era stato destinato presso una sede dell’Agenzia delle Entrate.

A margine della conferenza stampa il questore, Pierluigi D’Angelo, ha rilasciato una dichiarazione, cosa che avviene abbastanza di rado: “I cittadini possono e debbono rivolgersi con fiducia alla polizia di Stato per segnalare qualsiasi sopruso nei loro confronti o violazione dei diritti, specie se provengono da addetti ad uffici della pubblica amministrazione che ha l’obbligo di operare con trasparenza ed imparzialità ed essere sempre al servizio degli utenti. Ciò ha fatto una cittadina che, con grande senso civico e determinazione, non ha inteso sottostare ad una richiesta di denaro per ottenere un atto che era suo diritto avere, consentendoci di individuare decine di casi analoghi e portare alla luce un vasto sistema concussivo”.

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