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Cronaca

C’è chi vessa la convivente, chi ruba in casa della madre: quattro uomini nei guai

Scattano due arresti, uno in carcere, l'altro ai domiciliari, e due denunce in stato di libertà nell’ambito dei controlli svolti nei giorni scorsi dai carabinieri del comando provinciale

LECCE - Tre uomini sono finiti nei guai con l’accusa di aver avuto condotte violente e un altro per aver rubato in casa della propria madre.

In particolare, a Copertino, il personale della tenenza locale dei carabinieri, ha eseguito il provvedimento di sostituzione della misura cautelare degli arresti domiciliari con quella del carcere nei riguardi di un 27enne. Questo in considerazione del fatto che stando agli elementi raccolti dai militari, l’uomo avrebbe trasgredito le prescrizioni imposte dall'autorità giudiziaria, rendendosi responsabile di comportamenti vessatorii verso la convivente, lo scorso 7 dicembre.

A Galatone, invece, i militari della stazione locale insieme ai colleghi della stazione di Nardo’, hanno notificato a un  37enne la decisione dell’autorità giudiziaria di aggravare la misura alla quale era sottosto, ossia quella del divieto di avvicinamento alla ex convivente, in quella degli arresti domiciliari.

Secondo quanto emerso dalle risultanze investigative raccolte dagli investigatori, l’indagato nonostante il divieto, avrebbe continuato a maltrattare, minacce e perseguitare la donna.

A Vernole, invece, è scattata la denuncia in stato di libertà per un 54enne che al culmine di una lite, sferrava tre pugni al volto di altro uomo facendolo cadere a terra. Il malcapitato è stato costretto a ricorrere alle cure sanitarie per lesioni che sono state giudicate guaribili in oltre quaranta giorni.

C’è invece chi avrebbe tradito la fiducia della propria madre. Si tratta di un 28enne di Carmiano, denunciato in stato di libertà dai carabinieri del posto che lo avrebbero identificato come l’artefice del furto commesso in casa della genitrice.

Qui, sarebbe riuscito a introdursi dopo aver rotto la finestra, riuscendo così a impossessarsi della somma in contanti di 110 euro. Somma che è ritornata nelle mani della legittima proprietaria.

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