Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Rudiae / Via Lombardia

Cadde davanti agli uffici dell'anagrafe, il Comune ora deve pagarle i danni

Così ha stabilito il giudice di pace nella causa intentata da una cittadina, che nell'estate del 2012 si procurò lesioni a causa di materiale liquido sullo scivolo di cemento davanti all'ingresso. "Il Comune ha l'obbligo di mantenere la strada in perfetta efficienza garantendone la funzione senza insidie"

LECCE – Cadde procurandosi alcune lesioni proprio davanti agli uffici dell’anagrafe di via Lombardia e ora il Comune di Lecce dovrà risarcire una cittadina. Così ha stabilito il giudice di pace di Lecce, Anna Maria Cosi.

L’incidente avvenne il 26 giugno del 2012. La donna scivolò sulla pavimentazione a causa di materiale liquido e fu costretta a recarsi al pronto soccorso dell’ospedale “Vito Fazzi”, dove fu stilato un referto. La causa era stata intentata dalla donna, seguita dall’avvocato Alfredo Matranga, ai danni dell’ente di Palazzo Carafa giacché (ovviamente) proprietario della strada con l’obbligo della custodia.

I testimoni presenti quel giorno hanno confermato che la donna cascò sullo scivolo in cemento posto all’ingresso dell’anagrafe a causa di qualche liquido. E non era certo un giorno di pioggia.  Il giudice di pace ha richiamato l’articolo 2051 del codice civile, secondo il quale “ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”, ed ha condannato il Comune di Lecce, proprietario del tratto di strada, al pagamento di mille 337 euro (oltre alle spese di giudizio, per 800 euro) a titolo di risarcimento dei danni fisici, come determinati dal Ctu medico-legale. Cifra comunque molto più bassa rispetto a quanto preteso, per poco più di 4mila 761 euro.  

La sentenza sottolinea che “nel caso di specie l’incidente si è verificato lungo una strada del centro urbano e all’ingresso di un ufficio comunale tra i più frequentati dai cittadini. Il Comune, quindi, facilmente, esercitando il dovere di controllo avrebbe potuto intervenire segnalando la presenza del pericolo”. La donna, “proprio perché si trovava in quella strada e all’ingresso dell’ufficio comunale, ha fatto affidamento sulla percorribilità e sull’assenza di pericoli”. E invece “ha trovato una situazione insidiosa che non poteva prevedere né evitare”.

Il giudice di pace osserva fra l’altro che il Comune di Lecce ha un “preciso obbligo”, quello di “mantenere la strada in perfetta efficienza garantendone la sua funzione senza insidie ed ostacoli per la sicurezza pubblica e la privata incolumità dei pedoni, provvedendo alla rimozione degli ostacoli o alla segnalazione dei pericoli”. Il che, sembrerà banale, ma a giudicare da buche nell’asfalto, mattonelle dei marciapiedi divelte e traballanti, radici che sollevano il manto stradale formando cunette e quant’altro, finisce per trasformare interi quartieri in percorsi ad ostacoli dove la caduta è sempre in agguato e con essa la causa al Comune (con esborso che, alla fine, è sempre della comunità).        

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