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Venerdì, 24 Maggio 2024
Cronaca

Cadde e si ferì durante il “gioco della sedia”: quattro imputati ottengono la messa alla prova

Accolta l'istanza dei giovani finiti sott'accusa per lesioni e violenza privata in merito all'episodio avvenuto il 20 ottobre del 2021 nell’anfiteatro di una chiesa, in un comune vicino alla città di Lecce. Resta da definire ancora una posizione

LECCE - E’ stata accolta la richiesta di messa alla prova per quattro dei cinque ragazzi ritenuti responsabili della caduta di un  ragazzo di 19 anni con un lieve ritardo mentale, avvenuta la sera del 20 ottobre del 2021, nell’anfiteatro di una chiesa, in un comune vicino alla città di Lecce.

Lo ha deciso oggi la giudice del tribunale per i minorenni Lucia Raboni, su sollecitazione degli avvocati difensori Davide Pastore, Vincenzo Perrone, Silvio Giardiniero e Carlo Sariconi, disponendo che i giovani imputati  (all’epoca dei fatti tra i 16 e i 17 anni) svolgano le attività di volontariato, previste dal programma, fino al mese di settembre. Nella prossima udienza, fissata per il 3 ottobre, la gup esaminerà i risultati e, in caso di esito positivo, i reati di lesioni e violenza privata, con l’aggravante dei futili motivi e della condizione di disabilità della vittima, saranno estinti.

Resta invece da definire la sorte di un quinto ragazzo, coinvolto nello stesso procedimento, che, assistito dall’avvocato Raffaele Benfatto, non fece richiesta di messa alla prova: la sua posizione fu stralciata e sarà definita in una prossima udienza.

Tutto ebbe inizio durante il gioco cosiddetto della sedia: uno dei responsabili, con un altro amico non identificato, avrebbero incrociato le braccia formando un piano orizzontale sul quale si sarebbe seduto il malcapitato; la loro spinta verso l’alto insieme a quella data da altri due amici alle spalle, avrebbero provocato il volo della vittima che, giunta al suolo, andò a sbattere contro un gradone dell’anfiteatro. 

Le conseguenze per il giovane furono la rottura di un dente, un trauma gengivale e lesioni al labbro superiore, mentre i presunti responsabili furono iscritti sul registro degli indagati.
Ai raggi X della Procura per i minorenni finirono anche i cellulari dei ragazzi che, sequestrati dai carabinieri del capoluogo salentino e di Lizzanello, furono oggetto di una perizia svolta dall’ingegnere Claudio Leone, perché due di loro in particolare filmarono con il telefonino l'episodio. 

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