Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Calci e pugni a moglie e ai figli: 49enne leccese condannato a due anni

Emesso il verdetto al termine del processo con rito abbreviato nei riguardi di un uomo accusato di aver reso un inferno la vita dei suoi familiari. Riconosciuto anche il risarcimento del danno

LECCE - Maltrattamenti, umiliazioni, botte, minacce di morte nei riguardi della moglie e dei suoi due figli, anche quando erano entrambi minorenni, uno dei quali durante una delle ennesime aggressioni riportò una contusione a un dito della mano giudicata guaribile in dieci giorni. Queste le accuse per le quali questa mattina un 49enne di Lecce è stato condannato a due anni di reclusione, al termine del processo discusso con il rito abbreviato.

La sentenza è stata emessa dal giudice per l’udienza preliminare (gup) Michele Toriello che ha riconosciuto un primo risarcimento immediato del danno, pari alla somma di diecimila euro, alla donna che si era costituita parte civile, disponendo che la parte restante venga quantificata e liquidata in separata sede.

Stando a quanto emerso nel processo, il 42enne avrebbe reso un inferno la vita dei suoi cari, sia durante la convivenza ma anche quando questi, esasperati, decisero di lasciare la casa familiare: sarebbero stati minacciati che nel caso in cui fossero ritornati, lui avrebbe dato fuoco all’immobile.

Tra gli episodi più gravi c’è quello avvenuto nel settembre del 2020, quando l’uomo dopo aver abusato di alcol si sarebbe scagliato contro la figlia, affermando: “Toglietela davanti, altrimenti prendo il fucile e la sparo”. E, ancora, quello, avvenuto un mese dopo, con vittima il figlio che, dopo essere stato trascinato fuori dall’abitazione di un amico e afferrato per capelli, riportò lesioni a una mano.

Tutto questo avrebbe causato nella moglie e nei suoi figli uno stato di disagio psichico e di timore per la propria sicurezza personale al punto da costringerli a modificare le proprie abitudini di vita.

L’imputato, sottoposto dal 16 dicembre 2020 alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alle persone offese, era difeso dall’avvocato Francesca Conte.

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