Domenica, 25 Luglio 2021
Cronaca

Calcinacci giù dal commissariato e questura fatiscente, l'ira della Uil

Salvatore Annesi, segretario provinciale generale del sindacato Uil polizia, attacca le istituzioni, dopo i due episodi, l'ultimo dei quali a Gallipoli. "Imbarazzo per noi e pericolo per i cittadini, anche il prefetto in silenzio"

 

LECCE - In principio fu il controsoffitto venuto giù, al terzo piano della questura di Lecce. Ora, i calcinacci del commissariato di Gallipoli. I problemi delle sedi della polizia nel Salento, spesso vecchie e fatiscenti, arriva prepotentemente alla ribalta. “Dopo un breve lasso di tempo siamo costretti a tornare sull’argomento”, dice Salvatore Annesi, segretario provinciale generale del sindacato Uil polizia. “Questa volta l’immobile interessato è quello in cui ha sede il commissariato di Gallipoli dove, immediatamente dopo una visita della commissione prevista dalla legge 626/94 per la sicurezza sui luoghi di lavoro, i colleghi nel pomeriggio dello scorso sabato sono stati costretti a richiedere l’intervento del personale dei vigili del fuoco a seguito del collasso di parte dei parapetti che costituiscono i balconi perimetrali”. 

La situazione, inutile dirlo, ha creato “imbarazzo tra i colleghi” ed “ha costituito un grave pericolo per i cittadini che, nella vigilia di Pasqua, affollavano corso Roma, in un punto in cui vi è una importante presenza di esercizi pubblici”, aggiunge il segretario.

“Dopo i fiumi di parole spese per la nuova sede della questura, a nostro avviso bisognerebbe alzare il tiro e guardare la complessità della situazione, facendo un reale punto sulla condizione in cui versa la polizia di Stato, focalizzando i cataclismi prodotti dai continui tagli fatti al comparto sicurezza, anche in termini di logistica”, dice Annesi. “Molti hanno ritagliato il proprio spazio nelle pagine dei vari organi d’informazione, portando all’attenzione dell’opinione pubblica mezze verità che poco interessano a chi è stato realmente investito da questa problematica. Abbiamo assistito a battibecchi tra imprenditori che schiamazzando a non meglio specificate validità progettuali e che rincorrendo cavilli legali, hanno solo minimizzato una problematica di grande serietà la cui soluzione è nell’ interesse dell’ intera collettività leccese”.

C.G.2-2-2La Uil ne ha però per tutti e giudica “irriverenti” anche “le sfilate dei vari politici, i quali, impegnati nel difendere la propria ragion di stato,  ancorché le istituzioni rappresentate, hanno solo snocciolato le proprie logiche, incuranti del fatto che queste mal si sposavano con gli interessi di centinaia di lavoratori”. Annesi punta però il dito anche verso il prefetto, “il quale in questa vicenda ha interpretato il ruolo asettico di un notaio che censisce, quanto accade senza mai entrare nella disputa, neanche quando incalzato da richieste formali di incontri con i rappresentanti dei poliziotti”. Quando, poi, accusano gli agenti “siamo noi i veri danneggiati in questo sfoggio di’nefficienza istituzionale, siamo proprio noi a pagare lo scotto di un’ingordigia imprenditoriale, di un grave lassismo istituzionale.  Poco ci importa poco se la nuova questura nascerà su un edificio a più livelli o a più corpi di fabbrica, se sarà su una struttura già esistente o costruita ex novo. Chiediamo solo che tutti gli uffici di polizia garantiscano la dignità di un luogo di lavoro che risponda alle normative vigenti, soprattutto sul tema di sicurezza”.

Annesi si sofferma anche sugli sprechi. “E’ nostra opinione che pagare un canone di locazione pari a circa 600mila euro l’anno e questo per soddisfare le esigenze degli uffici di polizia presenti nella sola città di Lecce, sia poco in linea con una politica di rigore. Inoltre alla luce degli ultimi avvenimenti sarebbe superfluo commentare ulteriormente l’inefficienza di queste costruzioni. Porteremo all’attenzione della nostra segreteria nazione, sia di categoria, sia confederale, le gravi incompetenze appena lamentate, auspicando un efficace intervento presso i vari ministeri dell’Interno, della Funzione pubblica e della presidenza dei ministri”. 

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