Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Confconsumatori chiederà i danni per derby finito sotto inchiesta

L'associazione vuole 50mila euro di danni per Bari-Lecce del 15 maggio 2011, la partita della presunta combine a vantaggio del club salentino. I legali chiariscono: "Leso l'interesse collettivo alla correttezza sportiva"

Masiello nel derby del maggio 2011 (@TM News/Infophoto)

Bari - "Leso l'interesse collettivo alla correttezza dello svolgimento delle gare". Con questa motivazione, Confconsumatori Puglia chiederà 50mila euro di danni nel processo sul presunto derby truccato Bari-Lecce di serie A del 15 maggio 2011, che secondo la Procura di Bari il club salentino ha comprato per 230mila euro, sebbene il Tnas ha chiarito che la "combine" fu solo tentata.

È di questa mattina, infatti, la presentazione da parte dei legali dell'associazione dei consumatori, avvocati Dario Barnaba e Roberto Loizzo, dell'atto di costituzione di parte civile, con cui viene richiesta la condanna degli imputati al risarcimento del danno morale per la lesione dell'interesse collettivo alla correttezza nello svolgimento delle manifestazioni sportive. Secondo i legali di Confconsumatori, tutti gli abbonati alla stagione sportiva 2010/2011 hanno diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e morali, poiché sono stati privati del diritto di assistere ad eventi sportivi regolari.

"Nell'atto si è formalmente stabilito - è detto in una nota - che tutte le somme richieste ed eventualmente ottenute, siano interamente devolute in favore del Centro Salesiani Redentore di Bari per le spese degli impianti sportivi dell'oratorio".

Per Antonio Pinto, presidente regionale dell'associazione "una partita di calcio non è un film al cinema. Chi assiste ad un evento sportivo non paga per avere un copione già scritto, con attori che recitano battute decise da altri". L'associazione, pertanto, invita gli abbonati a quella stagione calcistica del Bari ad iscriversi alla Confconsumatori per potersi costituire parte civile, entro la data di inizio del processo, fissata per il prossimo 19 giugno davanti al giudice monocratico del Tribunale del capoluogo pugliese, Valeria Spagnoletti.

Sono imputati con l'accusa di frode sportiva l'ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro, l'imprenditore Carlo Quarta e Marcello Di Lorenzo, amico dell'ex difensore del Bari Andrea Masiello. Quest'ultimo nell'ottobre scorso ha patteggiato una pena a 1 anno e 10 mesi di reclusione per quattro presunte partite truccate tra le quali, appunto, il derby. L'iniziativa degli abbonati baresi, in realtà, non è la prima, in quanto già qualche mese fa, gli avvocati Giuseppe Milli e Francesco Calabro, avevano presentato un ricorso analogo per conto di tre associazioni del tifo leccese.

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