Camera di commercio, dopo pronuncia del Tar pronto ricorso al Consiglio di Stato

Roberta Mazzotta interviene sull’affaire Camera di commercio dopo la pronuncia della seconda sezione del Tar di Lecce, che ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata dal suo legale, sancendo la regolarità dell’iter di nomina della giunta camerale dell’ente e annuncia di vuole proseguire nella battaglia legale

LECCE – Roberta Mazzotta interviene sull’affaire Camera di commercio dopo la pronuncia della seconda sezione del Tar di Lecce, che ha rigettato la richiesta di sospensiva presentata dal suo legale, sancendo la regolarità dell’iter di nomina della giunta camerale dell’ente. Mazzotta aveva deciso, dopo una parziale ricucitura con il presidente riconfermato, Alfredo Prete, di procedere nel contenzioso amministrativo.

“Affermare che la deliberazione del 10 luglio 2015 da parte del Consiglio della Camera di Commercio di Lecce è valida e pienamente efficace – commenta Roberta Mazzotta –, malgrado vi siano state più votazioni non previste, rappresenta un temibile precedente che pone a rischio ogni certezza nelle scelte degli organi collegiali”.

“Con l’ordinanza il Tar di Lecce – prosegue –, secondo il quale “nessuna disposizione vieta che nella medesima seduta possano aversi più votazioni” ha stabilito un principio che potrebbe fare giurisprudenza per tutte le amministrazioni ad ogni livello; pertanto sarebbe più che lecito, ad esempio, effettuare tante sedute di Giunta Comunale con altrettante votazioni fino a quando non vi fosse una decisione conforme ai voleri forti, mandando in fumo ogni certezza e ogni trasparenza amministrativa”.

Mazzotta si dice indignata e annuncia di voler far valere le proprie ragioni personali e dell'intera categoria dinanzi al Consiglio di Stato ricorrendo contro questa abnorme ed offensiva decisione: “D'altronde mi ero già espressa quando il Tar mi dava ragione concedendo la sospensiva: qualunque vittoria non potrà mai cancellare l'amarezza e l'indignazione per aver visto offesa la democrazia e la dignità soprattutto se questo avviene all'interno di un tavolo di rappresentanza del mondo delle associazioni datoriali che dovrebbe impegnarsi per creare soluzioni concrete alle economia di un territorio”.

“Proprio per difendere i principi di democrazia, dignità, e trasparenza – conclude – faccio appello a tutti i coloro i quali si riconoscono in questa mio atto a sostenermi anche all’interno della Confcommercio di Lecce al fine di ripristinare la partecipazione attiva di tutti gli attori principali che tengono in vita l’associazione, gli imprenditori, e di vedere riconosciuta una dignità che evidentemente non appartiene a tutti”.

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