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Cronaca Porto Cesareo

Campeggio abusivo nell'area protetta, convalidato il sequestro. Denunciato il proprietario del terreno

Prosegue senza sosta la lotta all’abusivismo sulla costa jonica. Ieri i carabinieri della stazione di Porto Cesareo, in collaborazione con i colleghi dell'ufficio locale marittimo e della polizia locale, hanno eseguito un’ordinanza di sequestro preventivo nella zona di Punta Prosciutto

LECCE – Prosegue senza sosta la lotta all’abusivismo sulla costa jonica. Ieri i carabinieri della stazione di Porto Cesareo, in collaborazione con i colleghi dell'ufficio locale marittimo e della polizia locale, hanno eseguito un’ordinanza di sequestro preventivo, emessa dal gip di Lecce Alcide Maritati su richiesta del pubblico ministero Antonio Negro, di un campeggio situato in zona Punta Prosciutto. L'ordinanza ha convalidato un sequestro preventivo d'urgenza d'iniziativa della polizia giudiziaria eseguito dai tre reparti lo scorso 28 agosto, sulla stessa struttura. I reati contestati sono la realizzazione di opere in assenza di permesso di costruire e la costruzione in assenza di autorizzazione paesaggistica. Un uomo del posto, P.R., è stato denunciato per aver recintato abusivamente un terreno di sua proprietà con una rete metallica lunga un chilometro e mezzo. In più ha collocato, sempre abusivamente, all'interno dell'area: tre docce in alluminio e Pvc, due lavabi in muratura, sette colonnine destinate al rifornimento elettrico, due fosse biologiche, una roulotte (peraltro priva di matricola e numero di targa) con funzione di ufficio.

Il tutto, come ha sottolineato il gip, ha determinato "l'alterazione dell'assetto del territorio" e quindi la sopportazione di "un carico urbanistico assolutamente non tollerabile dall'area protetta e totalmente sfornito di copertura legale". P.R., tra l'altro, sapeva benissimo di non poter effettuare l'attività di campeggio (durante il sequestro erano presenti 15 camper all'interno dell'area) in quanto, a seguito di Scia presentata in data 4 giungo 2014, l'ufficio Suap del Comune di Porto Cesareo aveva comunicato pochi giorni dopo, esattamente il 17 giugno, che vi erano dei motivi ostativi all'apertura dell'attività essendo l'area ricadente in contesto urbano di recupero paesaggistico.

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