Cronaca

L'ombra di estorsori dietro al rogo di un casolare in cui morirono due cavalli?

E' la clamorosa piega che starebbe assumendo un'indagine avviata ai primi di settembre del 2012 dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina. Le due povere bestie rimasero intrappolate in un fienile. L'atto si rivelò subito doloso, ma dal movente oscuro

Il luogo dell'incendio.

CAMPI SALENTINA – Si staglia un’ombra inquietante dietro alla morte di due incolpevoli cavalli, intrappolati in una stalla in fiamme: è quella di possibili estorsori. E’ la clamorosa piega che, secondo indiscrezioni, starebbe assumendo in queste ore una pista battuta ormai da poco meno di tre anni dai carabinieri della compagnia di Campi Salentina. E dietro potrebbero esseri elementi noti della criminalità locale.

Erano le 7,30 del mattino del 7 settembre del 2012, infatti, quando nelle campagne di contrada Specchia andò a fuoco una vecchia masseria adibita a ricovero per i due animali da passeggio. Già un primo sopralluogo indusse gli investigatori a ritenere l’atto doloso. D’altro canto, a parlare, in mezzo a ingombranti silenzi, furono più di ogni altra cosa i segni d’effrazione rilevati sul cancello di ferro e sullo stesso lucchetto, che fu reciso proprio per accedere al podere di proprietà di un operaio, oggi 40enne.

Il rogo si sviluppò, dunque, proprio nelle immediate vicinanze di quel vecchio stabile che sorge all'altezza del terzo chilometro, lungo la strada che congiunge Novoli a Salice Salentino, ma in territorio comunale di Campi Salentina. Fu senz’altro acceso da qualcuno, e poi favorito dal vento che imperversava quella mattina nel distruttivo effetto finale.

Nel giro di pochi minuti le fiamme avvolsero il casolare e ne vinsero le resistenze. Impossibile immaginare il terrore e l’agonia dei due poveri cavalli, asfissiati dalle esalazioni e poi carbonizzati. I due esemplari equini, rispettivamente di 3 e 4 anni, si trovavano all'interno dello stesso locale, diviso da un separé. Il fuoco rese all'epoca inagibile due intere sale, nelle quali era custodito il fieno. I pompieri poterono fare ben poco per salvarli. 

IMG_4106-2Le indagini, da allora, non sono mai terminate, ma evidentemente si sono scontrate contro un muro di difficoltà, rallentando in certi periodi, per poi riprendere la corsa proprio di recente.

E questo anche perché i militari, nel corso del tempo, hanno fatto alcune scoperte degne di nota, tentando di riassumere così i nodi, scremare fra le tante ipotesi della prima ora (fra cui quelle di una vendetta personale o di un atto vandalico fine a se stesso e finito in tragedia), per arrivare infine a tracciare quella probabilmente più vicina alla realtà.

Questo, probabilmente, anche grazie ad alcune ricostruzioni svolte dopo una serie di accertamenti che sarebbero seguiti a testimonianze. Sono state diverse, infatti, le persone ascoltate dai carabinieri.

Fra gli indizi più importanti e che sembrano segnare un solco, anche il fatto che qualche giorno prima dell’incendio fatale, quei due cavalli fossero stati rubati, salvo poi essere ritrovati allo stato brado proprio il 6 settembre (quindi il giorno precedente alla loro morte). Fu una guardia giurata, durante un pattugliamento, a scoprirli in libertà, per puro caso. E ritornarono così al loro proprietario.

Qui si pone l’interrogativo: forse erano scappati dai loro prigionieri? Che fosse stato chiesto un riscatto? Sarebbe un tentativo di “cavallo di ritorno” paradossalmente proprio con i cavalli come protagonisti invece delle classiche automobili. Ma ovviamente, c’è poco da scherzare. La faccenda ha contorni molto seri. E forse l’indagine è davvero alla svolta finale.       

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