Tragedia in falegnameria: ospite per vedere nuovo macchinario, ne viene trafitto a morte

Il drammatico incidente nella tarda mattinata nella zona Pip di Campi Salentina. Sul posto i carabinieri della compagnia e il personale dello Spesal. Inutili tutti i tentativi di soccorrere Lorenzo Solazzo da parte dei sanitari del 118. Una fatalità assurda: era solo in visita

CAMPI SALENTINA – Non è stata una "morte bianca". Non tecnicamente, almeno, e fino a prova contraria. E questo rende la vicenda forse persino più drammatica, nel suo essere orribilmente incredibile: infilzato da schegge di lama staccatesi da una fresa e volate come dardi oltre le barriere di protezione. Morto dissanguato, nel giro di pochi minuti. I due giorni di festa dedicati a San Pompilo, a Campi Salentina, macchiati così da una circostanza che lascia sgomenti anche gli investigatori.

E’ vero, la vittima, Lorenzo Solazzo, 34enne di Salice Salentino, titolare di una ditta individuale di assistenza e riparazione tecnica ed elettronica di macchinari, spesso e volentieri lavorava proprio per conto della “Artelegno” di Campi Salentina, teatro di una tragedia difficile anche da spiegare. Una vicenda che forse è persino unica, o quasi, per dinamica.

Le ricostruzioni dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina, coordinati dal maggiore Nicola Fasciano e dal tenente Giovanni Carlo Porta, e degli ispettori dello Spesal, dipartimento dell’Asl specializzato nell’analisi della sicurezza all’interno dei luoghi di lavoro, sono andate avanti per diverse ore (e ancora non sono del tutto terminate), ascoltando varie testimonianze, in primis quella del titolare della falegnameria, che di Solazzo era molto amico. Per l’imprenditore, una vicenda a dir poco shoccante.

Alla fine, il quadro che n’è venuto fuori è di una sventura capitata per una serie di coincidenze, con base di partenza, però, un possibile guasto meccanico a un macchinario per giunta nuovo di zecca. Ma questo saranno eventuali perizie della Procura a stabilirlo con certezza.

Tutto ciò che si sa, per ora, è che Solazzo, giovane particolarmente appassionato nel suo lavoro, questa mattina, nella “Artelegno” sembra che non ci fosse andato per normali incombenze, ma per assistere in modo informale al funzionamento di quella macchina acquistata molto di recente: un pantografo, per la precisione. 

Sul pantografo, fra i vari utensili in dotazione e intercambiabili, foto-130-3era stata installata una fresa. Una volta avviato il macchinario, però, dopo pochi istanti, ecco l’imponderabile: una lama s’è spaccata e le schegge hanno superato sia una protezione di plastica, sia una rete dietro la quale sostavano i due.

Varcate le protezioni, scagliate a velocità come proiettili impazziti, le schegge si sono conficcate fra torace e collo di Solazzo, intaccando la vena giugulare. Il giovane tecnico s’è accasciato sul pavimento, perdendo molto sangue. Dopo i primi attimi di sgomento, sono stati chiamati i soccorsi. Il personale sanitario del 118, giunto a bordo di ambulanze, ha tentato in ogni modo di strappare la vittima da un destino assurdo. Ormai, però, era troppo tardi.

Erano circa le 12,30 e quel capannone nella zona Pip di Campi, lungo via Lecce, si è improvvisamente popolato. Carabinieri, operai, soprattutto i parenti di Solazzo, sgomenti per una vicenda che porta via un giovane ancora nel fiore degli anni e che di recente aveva deciso di sposarsi. L’avrebbe fatto a breve. I preparativi erano avviati.

Il pubblico ministero di turno, Massimiliano Carducci, ha disposto il trasferimento della salma presso la camera mortuaria del “Vito Fazzi” di Lecce.  Al momento non vi sono contestazioni di natura penale. La vicenda, infatti, deve essere ancora chiarita in molti aspetti. E forse, un punto di partenza di rilievo, sarà proprio la verifica sul produttore di pantografo e fresa.  

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