Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Cucce con tetto di amianto, si indaga. La replica: "Qui da noi nessun maltrattamento"

Le guardie zoofile dell'Aeop di Nardò hanno eseguito alcuni controlli nelle campagne di Galatone, assieme ai carabinieri e ai veterinari della Asl. Una sessantina di cani nel rifugio e alcune irregolarità. La titolare replica: "Da noi però nessun maltrattamento"

Le recinzioni in cui erano rinchiusi i cani

GALATONE – Li hanno ritrovati lì, in gruppi da cinque o sei, in recinzioni di metallo. Decine e decine di cani, una sessantina in tutto, se ne stavano all’interno di piccole “fortezze” circondate da ringhiere: sono stati avvistati nella mattinata di venerdì, dalle guardie zoofile dell’Aeop di Nardò, l’Associazione europea degli operatori di polizia, i quali hanno eseguito un’ispezione su un terreno agricolo, di proprietà privata, alla periferia di Galatone.

Ma l'altro aspetto rilevato dagli operatori non si era ancora palesato. Alcune fosse, infatti, sono state scoperte con all'interno carcasse di cuccioli seppelliti, morti per cause ancora da accertare. La struttura, risultata completamente abusiva e anche questo elemento, assieme al decesso degli animali, sarà oggetto di più specifici controlli nel corso dei prossimi giorni.

I sopralluoghi sono stati avviati a seguito di alcune segnalazioni giunte presso la procura della Repubblica di Lecce, la quale ha disposto ricerche più approfondite, per chiarire se vi siano gravi violazioni relative alla tutela degli animali.

Costretti, nelle gabbie, ad essere “fedeli amici dell’uomo”, i cani erano  ospitati in cucce ricoperte da tetti composti da lastre di amianto. Stando a quanto riportato dai volontari dell’Aeop, in un secondo momento, gli esemplari erano tenuti in condizioni igienico-sanitarie precarie, tanto da destare la preoccupazione delle guardie zoofile. Queste ultime sono intervenute assieme ai carabinieri della stazione di Galatone, e ai veterinari della Asl di Lecce, i quali non avrebbero, almeno al momento, riscontrato maltrattamenti sugli esemplari.

La replica

Ovviamente, non ci sta Annapia Rolli, docente in pensione, che ha allestito il rifugio; ammette che vi siano alcune irregolarità, ma sostiene anche che la maggior parte delle accuse formulate negli esposti siano pura fantasia. La sua opera, ha spiegato alla redazione, consta in un volontariato che permette, a totali spese di tasca propria, di togliere dalla strada randagi che, altrimenti, farebbero una brutta fine o che, comunque, avrebbero un peso economico rilevante sui Comuni. Il problema di alcune strutture ritenute abusive, probabilmente, resta, e Annapia Rolli ammette di non essere a conoscenza del fatto che occorressero autorizzazioni, ad esempio, per recinzione, rete e paletti di sostegno.

Ma la cura degli animali è assicurata ogni giorno, spiega, con cibo e cambio di acqua. Vi sarebbero visite di veterinari, per la sterilizzazione, e la morte di qualche cane sarebbe avvenuta naturalmente. Nessun maltrattamento, insomma, ma d’altro canto questo – come già scritto – è stato riscontrato da carabinieri e Asl. A sostenere la docente in pensione, anche l’avvocato Floriana Catanzaro, che fa parte dell'associazione Nuova Lara di Lecce. La quale rileva che nel Comune di Galatone non vi sarebbe un canile e che per questo gli animali finirebbero in strutture private. Da qui, il pieno suo pieno supporto all’opera di volontariato di Annapia Rolli e l’assicurazione che seguirà questo caso. 

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