Giovedì, 29 Luglio 2021
Cronaca

Cantiere fermo nell'area ex Massa, rischio contenzioso: "Il Comune intervenga"

Ma la ditta De Nuzzo & Costruzioni srl per adesso non ha alcuna intenzione di mollare. Scopo dell'incontro dell'impresa con la stampa nello studio legale dell'avvocato Pietro Quinto, è una "doverosa informazione sul tema che ha aperto un ampio dibattito"

LECCE -  Il rischio c’è tutto. Anche se la ditta De Nuzzo & Costruzioni srl per adesso non ha alcuna intenzione di mollare. Per intanto, però, l’incontro con la stampa, al fine di illustrare la posizione dell’impresa edile in merito alla vicenda della sistemazione dell’ex area Caserma Massa, prima che arrivassero le ruspe nota come piazzetta dei fiori, in realtà piazza Tito Schipa, cerniera tra la città vecchia e le strade commerciali, si è tenuto presso lo studio legale dell’avvocato Pietro Quinto, a due passi dal Tribunale di Lecce. Presenti Sergio De Nuzzo, il socio Gabriele Todisco e i legali Quinto e Alessandro Distante. 

La De Nuzzo, ricordiamo, si è aggiudicata i lavori per  realizzare la strutturale polifunzionale, cinquecento posti auto, un’area commerciale, la ricollocazione della tettoia liberty e un centro direzionale. Col progetto che prevede per forza di cose anche la valorizzare dei resti rinvenuti di un’antica chiesa, con mantenimento delle strutture murarie, il disegno pavimentale dell'impianto planimetrico conventuale in coabitazione con i parcheggi e il centro commerciale. Ed è per questo che i cantieri, all’opera con il primo step di lavori fino al rinvenimento dei resti archeologici con l’intervento della Sovraintendenza (gli articoli in correalto), furono avviati grazie al project financing di piazza Tito Schipa, di cui il Comune di Lecce indicò il percorso. Denaro investito dai soci edili  fino ad ora, 1 milione 865mila euro, senza ancora alzare nemmeno un muro.

Oggi l’impresa chiede di fatto al Comune di Lecce, essendo tra gli attori principali, di attivarsi per sollecitare la Sovrintendenza dei Beni culturali e paesaggistici che, pare di capire, si muoverebbe con passi pachidermici, tipici della burocrazia italiana, compromettendo non solo il proseguo dei lavori ma anche i rapporti dell’impresa edile con quanti hanno fino ad ora manifestato interesse per l’acquisto, al momento solo sulla carta, di uffici e locali commerciali. 

Poi, c’è la Sovrintendenza dei Beni culturali e paesaggistici di Lecce, la Sovrintendenza dei Beni culturali e paesaggistici di Taranto e la Sovrintendenza dei Beni culturali e paesaggistici di Bari, a cui spetterebbe l’ultima parola per l’ok all’avvio dei lavori, una volta percepite le valutazioni della Sovrintendenza dei Beni culturali e paesaggistici di Lecce e della Sovrintendenza dei Beni culturali e paesaggistici di Taranto. 

Se poi, la dirigenza della Sovrintendenza dei Beni culturali e paesaggistici di Bari cambia con i governi che in Italia mutano come il clima, i faldoni del centro commerciale - con annessi i progetti di variante nel frattempo redatti per la rivalutazione e conservazione dei reperti archeologici ormai facenti parte della struttura commerciale -, chiedono di essere valutati per passare dalle carte alle ruspe, beh, nessuno può conoscere quei tempi. 1-612-33-2-2

Una minaccia, quindi, per la De Nuzzo di passare dalle parole alle vie legali? Gli elementi ci sono tutti, anche se subito smentiti in prima istanza, nonostante l’incontro si è tenuto in uno studio legale e non sulle panchine nella Villa comunale di fronte. E se il silenzio del Comune, l’interlocutore diretto con la De Nuzzo, dovesse allungarsi, entro un paio di settimane, chissà, potrebbe iniziare il protocollo della carte bollate, e allora avremmo un altro cantiere in città avviato e mai concluso.

La storia della vicenda, che per certi versi è legata e addirittura antecedente a quella contemporanea, è stata narrata dall’avvocato Quinto: “Scopo dell’incontro è una doverosa informazione da parte della società, visto che sul tema si è aperto un ampio dibattito: la società De Nuzzo non ha alcuna intenzione a non continuare i lavori. Anzi, è invece fortemente motivata a portare aventi questo progetto, non solo perché fino ad ora ha investito tempo e denaro, ma perché lo ritiene qualificante per l’impresa e per Lecce”.

“Il secondo chiarimento che la De Nuzzo intende fare è che non ha intenzione di aprire contenziosi con il Comune, non è questa la finalità, ma intende proseguire fino a quando l’amministrazione comunale, proprietaria dell’area consentirà che il progetto venga portato a compimento. Ma una esigenza ha la ditta De Nuzzo, ed è quella di avere certezza, perché non si può vincolare una programmazione dei lavori avendo un punto interrogativo sul se e sul quando potranno essere realizzate le opere. Questo è il punto di vista della società e lo scopo di questo incontro”.

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