Caos vaccini. Il direttore del servizio Fedele: "Il piano è un segno di civiltà"

I genitori si stanno rivolgendo all'Asl per mettersi in regola con le novità legislative. Il direttore: "Niente panico, ci sono vantaggi"

LECCE - Il decreto legge sull’obbligatorietà di 12 vaccini, indispensabili per l’iscrizione a scuola, sta generando domande e perplessità anche nei genitori salentini. Più di qualcuno, preoccupato dall’opportunità di mettersi in regola per sventare le maxi multe in caso di violazione dell’obbligo (fino addirittura alla sospensione della podestà genitoriale) ha già preso il telefono in mano per contattare il servizio igiene e sanità pubblica della Asl di Lecce.

Non sono pochi nemmeno i casi di genitori allarmati che si sono recati direttamente presso l’ufficio vaccinazioni della Cittadella della Salute a Lecce per ottenere informazioni più precise. “C’è un po’ di fermento – conferma il direttore del servizio, Alberto Fedele – perché alcune persone si stanno già muovendo per prenotare le vaccinazioni in vista del prossimo anno scolastico. La situazione è sotto controllo ma è importante non farsi prendere dal panico. Si è verificato infatti che qualche genitore pretendesse di ottenere la vaccinazione seduta stante, ma noi lavoriamo sulla base di una certa programmazione perché non siamo il pronto soccorso”.

“La versione definitiva del decreto peraltro non è stata ancora approvata e divulgata e qualche notizia più certa è attesa per il fine settimana – chiarisce il medico -. Ciò che sappiamo con certezza è che alcune vaccinazioni, prima consigliate, ora diventeranno obbligatorie perché ritenute fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi di salute pubblica. Parliamo dei vaccini contro alcuni tipi di meningite e l’antimorbillo, rosolia e parotite che sono quelle che hanno conosciuto una minore diffusione nell’ultimo periodo”.

La posizione del direttore Fedele riguardo all’opportunità della profilassi per alcune malattie infettive pericolose è inequivocabile: “La scarsa diffusione di alcuni vaccini ha disallineato l’Italia rispetto agli standard di salute pubblica delle nazioni più evolute, come l’America del Nord e del Sud, ormai libere da morbillo mentre noi quest’anno abbiamo registrato dei picchi che non si vedevano da molti anni”.

Esiste dunque un’emergenza sanitaria? “No – ha puntualizzato il medico – ma il ritorno sulla scena di alcune patologie è legato ad un calo delle coperture vaccinali. Gli Stati Uniti, ad esempio, hanno avvisato i cittadini del rischio di ammalarsi nel caso di un viaggio in Italia e questo non ci rendere degni di una nazione civile. Basti ricordare che abbiamo mancato per ben due volte i piani straordinari di eliminazione del morbillo, in adesione ai protocolli dell’Organizzazione mondiale della sanità”.

Il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi in materia di sanità pubblica è dovuto, secondo Fedele, alle campagne di propaganda antivaccinista: “Si tratta di campagne prive di una base scientifica che però hanno condizionato le decisioni di alcune famiglie che, ormai spaventate, non hanno aderito alle nostre offerte di vaccini”.

Il decreto legge, tuttavia, sta sollevando un vespaio di polemiche: il Codacons minaccia di impugnare il decreto, considerato incostituzionale, e le perplessità rispetto al numero dei vaccini obbligatori non sono poche, così come le resistenze di una parte della popolazione.

 Il direttore Fedele replica che il piano vaccinale rappresenta di un vantaggio per la collettività: “L’introduzione della profilassi contro alcuni tipi di meningite, malattia rara che però colpisce in modo violento con conseguenze drammatiche, secondo me è indicativa del nostro livello di civiltà. L’Italia si sta allineando ad altri Paesi, come l’Inghilterra, che hanno già introdotto questo vaccino e nel confronto con le nazioni più evolute possiamo anche aspirare ad essere migliori di altri Paesi che, pur di non spendere qualche milione di euro, espongono le popolazioni ad alcuni rischi sanitari”.

In vista delle implementazioni dei vaccini obbligatori nei prossimi mesi, dunque, come si sta attrezzando il servizio della Asl? “Al momento stiamo ancora valutando gli afflussi degli utenti e successivamente capiremo, insieme alla direzione strategica dell’azienda, quali risorse aggiuntive mettere in campo per far fronte a questo probabile incremento di richieste”.

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“Io comunque immagino che non ci sarà l’urgenza di mettersi in regola perché i cicli di vaccinali richiedono un certo arco di tempo – aggiunge il medico -. Probabilmente la prenotazione potrà bastare per l’iscrizione a scuola; in ogni caso sarà impossibile recuperare nel giro di due o tre mesi le inadempienze di anni, anche dal punto di vista medico è impensabile. Seguiremo però i singoli casi, sventando possibili trucchi per non aderire poi, di fatto, alle prescrizioni sanitarie obbligatorie”. 

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