L'inseguimento parte sulla Statale e finisce nei rovi: nell'auto c'era della cocaina

In una Citroen C3 Marco Barba, 43enne di Gallipoli. Con lui la compagna, la figlie a il nipote: la droga era in una busta con dei giocattoli

LECCE – Si è concluso con l’arresto di tre persone il concitato pomeriggio che ieri ha visto protagonisti due carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia di Lecce.

In carcere  è finito Marco Barba, 43 enne di Gallipoli, ritenuto elemento di spicco della Sacra Corona Unita e poi diventato collaboratore di giustizia, mentre la figlia Chiara Barba, di 20 anni, e la compagna, Anna Casole, sono state ristrette in regime di arresti domiciliari che erano già scattati a carico della 47enne gallipolina il 21 settembre scorso per detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione di munizioni.

Tutto è iniziato quando la Citroen C3 sulla quale viaggiavano i tre, insieme al figlio della più giovane, ha sopravanzato l’auto dei carabinieri che era ferma in una piazzola della Statale Lecce – Brindisi, in direzione del capoluogo salentino. I militari hanno avuto il tempo di notare alcuni gesti che li hanno insospettiti e così si sono messi in movimento per effettuare un controllo.

La vettura con la famiglia gallipolina a bordo è stata raggiunta e fermata sulla rampa di accesso allo svincolo per l’inversione di marcia, ma trattandosi di un punto pericoloso i carabinieri hanno comunicato agli occupanti la necessità di seguirli in caserma per gli accertamenti del caso. E’ stato a quel punto che la situazione è del tutto degenerata: Chiara Barba è scesa dall’auto urlando e chiedendo di poter andare a casa con il figlio, poi è risalita a bordo.

Il padre ha improvvisamente riacceso il motore e innestato la marcia: uno dei militari è riuscito ad aprire lo sportello rimanendo però tra questo e l’abitacolo, mentre il conducente cercava di respingerlo. Questa scena sarebbe proseguita per un bel tratto di strada sino a quando il carabiniere non è riuscito a spegnere il quadrante.

Fine della corsa? Non proprio perché Marco Barba, scavalcando la compagna, è sceso dall’altra parte tentando una fuga attraverso la campagna attigua al perimetro del cimitero di Lecce. L’altro carabiniere, intanto sopraggiunto con l’auto di servizio, si è messo all’inseguimento del 43enne, per poi rimanere dolorante a terra dopo essere stato trascinato a peso morto dall'uomo nel tappeto di rovi. Si è quindi rifatto sotto il militare del primo intervento, che insieme ad un collega intanto arrivo in rinforzo, e feritosi anch’egli in un tratto scosceso, è riuscito a bloccare l’uomo che aveva disperatamente cercato di nascondersi.

Dai controlli effettuati successivamente è emersa la ragione di tanta agitazione: un involucro di cellophane con 14 grammi di cocaina è stato trovato in una busta contenente dei giocattoli e depositata nel bagagliaio, mentre nei pantaloni Anna Casole aveva altri due grammi della medesima sostanza. Nella sua borsa i carabinieri hanno rivenuto la somma di mille e 300 euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio. Marco barba è stato arrestato per detenzione a fini di spaccio di sostanza stupefacente in concorso - reato contestato anche alle due donne -, resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali. 

Il nuovo comandante provinciale dell’Arma, Giampaolo Zanchi, ha seguito in prima persona le operazioni, congratulandosi con i suoi uomini per l’intervento portato a a compimento senza mettere in pericolo altre persone. 

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