Cronaca

"Remetior", in carcere per traffico di droga due sodali di Caramuscio

Alessandro Ancora e Gianni Dolce devono scontare, rispettivamente, 13 anni e 6 mesi e 8 di reclusione. Cedettero ingenti quantitativo di droga per conto del boss originario di Surbo, finanziandolo nel periodo della sua latitanza

Foto LeccePrima, tutti i diritti riservati.

 

Alessandro Ancora-2-2LECCE – La sentenza è stata emessa, con rito abbreviato, dal gip Nicola Lariccia il 28 luglio scorso: 13 anni e 6 mesi di reclusione per Alessandro Ancora, 8 nei confronti di Gianni Dolce, entrambi leccesi, 32enni. Questo pomeriggio, gli agenti della squadra mobile li hanno condotti in carcere, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare richiesta dalla Direzione distrettuale antimafia, proprio per scontare la loro pena.

Ancora e Dolce erano finiti in manette il 15 luglio del 2010, insieme ad altre diciassette persone, nell’ambito dell’operazione “Remetior”, poiché indagati per associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e produzione e traffico illecito di droga.

A capo della presunta organizzazione, Salvatore Caramuscio, originario di Surbo, per lungo tempo latitante; sparì dalla circolazione subito dopo la sua scarcerazione, per decorrenza dei termini di custodia, nel settembre del 2008. Già condannato all’ergastolo per omicidio volontario e associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, fu definitivamente assicurato alla giustizia nel corso di una memorabile operazione condotta dalla squadra mobile, all’epoca diretta dal vicequestore Annino Gargano, l’8 marzo del 2009. Si era rintanato nel centro storico di Cassano Murge. Il suo covo fu accerchiato dagli agenti. Non riuscì a trovare una via di fug .

Gianni Dolce-3-2Alla storia è rimasta anche la frase proferita a denti stretti, quando dovette alzarsi dal letto, ritrovandosi la camera invasa dagli agenti: “Avete avuto solo c…”. Ma non fu certo fortuna, se i poliziotti lo snidarono, quanto frutto di una lunga operazione d’intelligence.

Ancora e Dolce, in tutto questo, secondo le indagini, avrebbero svolto il doppio ruolo di spacciatori e finanziatori del gruppo, avendo acquisito, su disposizione del boss, nel territorio di Bari, trasportato e poi ceduto 950 grammi di cocaina e ben 11 di hashish. Sempre secondo le indagini, i proventi dei traffici sarebbero serviti, fra le altre cose, proprio a finanziare Caramuscio nel periodo della sua latitanza. Quest’ultimo e la moglie, di recente, sono stati condannati, proprio nell’ambito dell’operazione “Remetior”, rispettivamente a 26 e 13 anni di reclusione. 

 

 

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