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Carcere: la direzione sul 18enne arrestato: "Nessun problema sanitario"

La replica dopo l'articolo in cui si riporta una segnalazione di parenti. "Adottate tutte le procedura previste dalla normativa"

Riceviamo e pubblichiamo una nota di replica all’articolo del 22 settembre scorso, dal titolo “Furto aggravato, l’arresto viene convalidato ma torna libero il 18enne”, in cui il nostro cronista Andrea Morrone ha riportato non solo gli esiti dell’udienza di convalida per una vicenda in cui un giovane di 18 anni di Lecce è accusato di aver tentato un furto in abitazione, ma anche una segnalazione fatta dai parenti, circa una presunta carenza di cure in carcere.

La direttrice della casa circondariale di Borgo San Nicola, Rita Russo, ricostruisce tutta la vicenda, ritenendo, piuttosto, che siano state adottate tutte le procedure previste.    

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Egregio Direttore,

Pur nella consapevolezza dell’obbligo di cronaca da parte di una testa giornalistica e che molto spesso l’edorialista riporta la notizia così come ricevuta, corre l’obbligo da parte mia precisare alcuni aspetti in merito all’articolo pubblicato sulla Sua testata On line.

Dall'articolo si apprende che i parenti del 18 enne M.B. arrestato per furto avrebbero denunciato la mancanza di cure nei suoi riguardi e, addirittura, si legge " le sue richieste di cure (sul corpo ha riportato diverse escoriazioni e la presenza di numerose spine), sarebbero rimaste inascoltate. Ha dovuto attendere il giorno successivo, dopo la liberazione, per raggiungere il pronto soccorso".

Il soggetto in questione è giunto in Istituto alle ore 4,00 del mattino, dopo che il personale della Questura di Lecce, successivamente all’arresto ha fatto intervenire il servizio 118 per le cure del caso.

All’atto della presentazione in carcere è stato consegnato, oltre ai documenti di rito, anche il referto del servizio 118. L'arrestato è stato posto subito all’attenzione del medico di guardia che ha effettuato la visita di primo ingresso prevista dall'art. 11 della L. 354175 (ordinamento penitenziario).

Dalle risultanze del diario clinico, si riscontra che la visita è stata molto approfondita. Pur non  potendo fornire i dettagli della documentazione sanitaria, si può confermare che il sanitario ha accertato sin da subito l'assenza di segni, ferite e percosse.

Il detenuto ha riferito "benessere psicofisico". Il sanitario, inoltre, ha anche effettuato un'anamnesi parentale, fisiologica e patologica non riscontrando alcuna situazione degna di ulteriore accertamento sanitario. Anche i parametri vitali erano nella norma.

Alla luce di quanto sopra, pertanto, questa Direzione ritiene che sono state adottate  tutte le procedura previste dalla normativa a riguardo dei detenuti "Nuovi Giunti" che arrivano con referti di strutture esterne.

Si rappresenta infine, che il detenuto non ha riferito alcun malessere o esigenza sanitaria al personale di Polizia penitenziaria che avrebbe, in caso contrario e come accade quotidianamente, posto lo stesso all’attenzione dei sanitari presenti in Istituto nell'arco delle 24 ore.

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