Cronaca Gallipoli

Cargo, la Capitaneria: "Nessun pericolo ambientale"

Riunione tecnica questa mattina a Gallipoli. La nave ha imbarcato acqua da alcuni oblò senza chiusura ermetica. Il comandante finisce sul registro degli indagati per naufragio colposo

Guardia costiera

Dalla Capitaneria di porto di Gallipoli parte l'invito alla calma. Si fa presente che sono state adottate tutte le misure di sicurezza per evitare problemi di inquinamento marino. Anche se quel cargo "inghiottito" dalle acque ioniche con il suo carico di filamenti ferrosi, tonnellate melmose di gasolio e olio lubrificante, è evidentemente una bomba ecologica ad alto rischio inquinamento. Allarme ambientale sempre vivo dunque anche se il comandante della Capitaneria, Giacomo Salerno, parla al momento di una bomba ancora non innescata. Questo ha ribadito con toni rassicuranti il Capo Compartimento di Gallipoli anche nel corso della riunione tecnica che si è svolta questa mattina nei locali della Capitaneria alla quale hanno preso parte i rappresentanti della Prefettura di Lecce, dell'Arpa regionale, Forze dell'Ordine, e i sindaci dei Comuni del Sud Salento, Patù, Castrignano del Capo e Morciano di Leuca, i cui litorali sono stati interessati direttamente dall'affondamento del cargo turco. Nessun pericolo ambientale rilevato e nessuno sversamento di oli carbo-lubrificanti nello specchio d'acqua a mezzo miglio da Torre Vado, dove il cargo ha finito la sua traversata iniziata da Ortona, e ora giace, ad oltre 21 metri di profondità sul fondale salentino.

Le operazioni di bonifica sono già in corso d'opera dopo i primi interventi d'urgenza coordinati dalla Capitaneria di Porto di Gallipoli con l'ausilio delle unità navali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Sul posto sono presenti, oltre ovviamente alle motovedette della Guardia di costiera, anche il battello disinquinante della società "Castalia Ecolmar" convenzionata con il ministero dell'Ambiente e giunto già nella giornata di ieri dal porto di Otranto. E al fine di contenere gli effetti di una possibile contaminazione delle acque marine e del litorale dopo l'affondamento del "Tevfik Kaptan", con possibile versamento in mare di lubrificanti e combustibili, è arrivato dal porto di Crotone (e dopo la traversata nel golfo di Taranto) anche il mezzo specifico, il "Supply vessel", della stessa società Castalia che è in grado di svuotare i serbatoi della nave.


A supporto anche il gruppo sommozzatori dei vigili del fuoco di Brindisi e della Capitaneria di San Benedetto del Tronto. L'area interessata è stata già circoscritta per una area di circa 100 metri dalle panne pneumatiche di contenimento utilizzate in situazioni analoghe per il drenaggio del carburante che fuoriesce dalle navi. Le operazioni di bonifica e di svuotamento del carico potrebbero concludersi già in giornata. Ancora da chiarire le cause, in particolare, che hanno portato il "Tevfik Kaptan" ad inclinarsi sul lato sinistro e poi imbarcare acqua. Di certo c'è che il successivo affondamento del cargo è avvenuto in poche ore, causato proprio dall'acqua che la nave ha imbarcato da alcuni oblò che non erano chiusi ermeticamente. Intanto come prassi vuole sulla vicenda è già stata avviata un'inchiesta da parte della Procura della Repubblica. Sul registro degli indagati è finito il comandante del cargo turco e l'ipotesi di reato formulata dal magistrato di turno, Marco D'Agostino, è di "naufragio colposo".

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