Cronaca

Cargo turco affonda, si teme rischio ambientale

Il materiale ferroso contenuto nella stiva s'è spostato su un unico lato facendo reclinare la nave. L'equipaggio l'ha abbandonata. Bisogna recuperare 19 tonnellate di gasolio e 500 litri di olio

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Sta affondando e difficilmente si potrà salvare. L'equipaggio è stato messo in salvo, ma ora il rischio, da non sottovalutare, è che si possa creare una grave crisi ambientale nelle acque dello Jonio. Alle 7,30 del mattino un cargo di circa 60 metri di larghezza, battente bandiera turca, ha lanciato verso le coste del Salento un messaggio di Sos che è stato raccolto dalla compagnia dei carabinieri di Tricase e dalla capitaneria di porto di Gallipoli. Immediato è scattato l'intervento in mare da parte di varie motovedette, per verificare le condizioni della nave, con a bordo dieci membri dell'equipaggio, tutti di nazionalità turca. L'imbarcazione, a qualche miglio dalla costa di Torre Vado, marina di Salve, ha iniziato infatti a inclinarsi pericolosamente sul fianco sinistro.

Difficile spiegare i motivi che hanno portato alla grave situazione d'emergenza. Nonostante il mare non fosse oggi particolarmente mosso, l'intero carico commerciale, composto da materiale ferroso, ha iniziato a spostarsi verso il lato sinistro, facendo di conseguenza reclinare l'imbarcazione. Il personale di bordo ha lavorato a lungo per spostare buona parte del carico e tentare di riequilibrare in questo modo la nave, ma l'azione non ha avuto l'esito sperato. Intorno alle 16, infatti, il mezzo marittimo s'è coricato ulteriormente sul fianco sinistro ed il capitano ha impartito l'ordine di abbandonarlo, calando le scialuppe: la stiva stava infatti iniziando ad imbarcare acqua. L'equipaggio è stato raccolto da guardia costiera e carabinieri e trasportato a terra. Ora l'armatore dovrà trovare per i suoi marinai una sistemazione provvisoria.

Il timore degli operatori chiamati ad intervenire in mare per i primi soccorsi è che il cargo turco, il Tevfik Kaptan I di Istanbul, possa affondare del tutto, prima di riuscire a recuperare le 19 tonnellate di gasolio ed i 500 litri di olio lubrificante contenuti all'interno. Dalla capitaneria di Otranto è stato inviato un mezzo specializzato negli interventi di recupero dei liquidi, ma potrebbe non essere sufficiente e per questo ne è stato chiamato un altro più grosso, che sta giungendo da Crotone, in Calabria. Per la guardia costiera, a questo punto, si tratta di una lotta contro il tempo. Una motovedetta pattuglierà la zona per tutta la notte, sperando che all'alba le operazioni possano essere completate. Qualora il Tevfik Kaptan I dovesse affondare, però, le operazioni di recupero diventerebbero particolarmente complicate e a quel punto il rischio di perdite aumenterebbe in modo esponenziale. Nella mattinata di domani si riunirà d'urgenza un tavolo tecnico.

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