Cronaca

Assalti nelle case, trovato a Bergamo uno dei presunti sodali della banda

Andrea Ippolito era sparito dalla circolazione, dopo aver probabilmente subodorato che il cerchio dei carabinieri stava per stringersi. E' ritenuto vicino ad Alex Spedicato, già arrestato dalla polizia. Riconosciuto da una vittima

Parte del materiale sequestrato nel precedente arresto.

CARMIANO – La banda di giovani che ha seminato il terrore a metà febbraio, nel leccese, continua a perdere pezzi. O, almeno, ne sono convinti gli inquirenti, che nelle ultime ore hanno stretto il cerchio attorno ad uno dei presunti partecipanti agli assalti in abitazioni che si sono distinte soprattutto per i modi spiccioli. Una violenza da “Arancia meccanica”, si potrebbe quasi dire, impiegando un abusato paragone, quello con il crudo film di Stanley Kubrick.    

A finire in manette, dopo il 22enne Alex Spedicato, è stato così un altro giovane di Carmiano. Si tratta di Andrea Ippolito, 25enne. Il quale, però, si era rifugiato ben lontano dal Salento. I carabinieri della stazione di Ponte San Pietro, in provincia di Bergamo, l’hanno individuato ieri sera, dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip di Lecce il 28 febbraio scorso.

Ippolito, che conta precedenti specifici, era finito sotto la lente investigativa dei carabinieri della compagnia di Campi Salentina e della stazione di Carmiano, comandanti dal capitano Nicola Fasciano, proprio nell’ambito delle più vaste indagini coordinate dal sostituto procuratore Giuseppe Capoccia.

Per ora è ritenuto responsabile “solo” di una tentata rapina in un’abitazione, commessa la sera del 12 febbraio, ai danni di un'anziana di Carmiano, insieme con due complici, al momento in corso d’identificazione. Ma, come detto, il suo nome potrebbe essere associato anche ad altri assalti (ai danni di un’anziana di Frigole, della cliente di un b&b a Lecce, di due sorelle bulgare a Monteroni di Lecce e di un’intera famiglia a Merine, frazione di Lizzanello, tutti avvenuti in un arco temporale molto breve). Le indagini sono, ovviamente, ancora in corso. E, di certo, vi sono alcune circostanze che insospettiscono, e non poco, gli inquirenti, i quali associano senza mezzi termini Ippolito alla cerchia di amicizie di Spedicato.

La sera del tentativo di rapina all’anziana di Carmiano, con il pretesto dell'acquisto di una bottiglia di vino, tre ragazzi, con il volto scoperto, entrarono nel garage dell’abitazione dell’anziana, proprio mentre lei si stava accingendo ad esaudire la richiesta, senza nulla sospettare, per essere bloccata da due di loro e trascinata per terra. I tre desistettero da qualsiasi ulteriore intento, però, sia per la reazione della vittima, sia per il casuale passaggio di una pattuglia dei carabinieri in zona. Riuscendo comunque a dileguarsi.

I militari, i quali, nel frattempo, avevano maturato il sospetto che colpi del genere potessero essere attribuibili ad Alex Spedicato, si misero alla sua ricerca, salvo scoprire, non senza sorpresa, che proprio al momento della rapina si trovava presso gli uffici della questura di Lecce. Indagato dalla polizia per gli altri colpi, sarebbe presto finito in arresto per la rapina ai danni di un’anziana residente a Frigole, giacché riconosciuto dalla vittima. Involontariamente, un alibi di ferro, almeno per il fatto di quella sera a Carmiano.

Ma come spiegare, allora, il tutto? I carabinieri, nei giorni successivi, hanno iniziato a pensare che
quel tentativo di rapina potesse essere stato commesso da persone vicine proprio a Spedicato, magari nel tentativo di scagionarlo, nel momento stesso in cui si trovava sotto torchio in questura. Alla vittima è stato quindi sottoposto in visione un fascicolo fotografico, con immagini di pregiudicati, e fra queste anche foto di “amici” di Alex. Andrea Ippolito, spesso controllato insieme con quest'ultimo e ritenuto a lui molto vicino, è stato riconosciuto con certezza dall’anziana. Da qui, la richiesta, poi ottenuta, di un’ordinanza d’arresto.

Avendo forse intuito di avere le ore contate, Ippolito ha pensato bene di lasciare il paese. Ma le indagini, anche di tipo tecnico, hanno permesso di individuarlo in provincia di Bergamo. Da qui la segnalazione ai carabinieri del posto, che ieri sera hanno proceduto all'arresto. Il giovane si trova ora in carcere a Bergamo.

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