Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Intimidazioni in tre lettere, un codice e quella scia di precedenti

Le missive con inquietanti simboli recapitate a LeccePrima, Quotidiano e sindaco di Carmiano. A fine febbraio altre due simili. Sullo sfondo forse c'è anche la delicata vicenda Bcc. Materiale acquisito dalla Digos

LECCE – “Anche a Carmiano nel radioso Salento c’è Zodiac”. Iniziano così due lettere contenenti intimidazioni e minacce. E la terza dovrebbe avere identico incipit. Obiettivo? Nulla di preciso. Tutto molto sfumato, generico, da interpretare. Beninteso, nella redazione di un giornale lettere simili ne arrivano a bizzeffe. Il più delle volte finiscono nel cestino. Ma oggi è diverso. Non fosse altro che per alcuni strani precedenti.

Qualcosa potrebbe emergere da biglietti contenenti messaggi cifrati. L’anonimo mittente li ha allegati nelle stesse buste. Sono ora nelle mani della Digos della questura di Lecce. Per ora, però, sembra che l’enigma non sia stato sciolto. Esistono comunque piste, come detto, che rimandano al passato più recente. Potrebbe trattarsi di un filone già inaugurato. Focus sul comune a nord di Lecce. Sullo sfondo, le vicende dell’istituto di credito Bcc.    

Un mitomane? Probabile. Ma con il pallino dei rebus e una discreta cultura cinematografica e della storia dei crimini più efferati. Soprattutto, qualcuno che sembra voler creare un filo conduttore, rimandando a questioni molto delicate. Ma per capirlo, è stato necessario andare a ritroso di qualche settimana ed effettuare un confronto con altre due lettere dal tenore simile. Sono prevenute nelle case di altrettanti carmianesi. Lì per lì, non si è dato molto peso specifico.

20160323_115346-3E’ diventata, dunque, ora, una vicenda da prendere improvvisamente sul serio? Di sicuro va ponderata, perché, nonostante attinga a piene mani dall’immaginario e sembri opera di un visionario, l’anonimo mittente delle lettere giunte a destinazione fra ieri e l’altro ieri (una alla redazione di LeccePrima, l’altra al Nuovo Quotidiano di Puglia, la terza al sindaco di Carmiano), potrebbe fare riferimento, come detto, anche alla Banca di credito cooperativo di Terra d’Otranto.

Sulla banca pende una ben nota inchiesta della magistratura condotta dal Ros dei carabinieri, con una serie di indagati per presunte pressioni nel corso del rinnovo delle cariche.

La storia è nota. L’ipotesi sulla quale sono al lavoro da molto tempo gli inquirenti, che fra i reati contemplano la tentata estorsione, è che si sia cercato di favorire nel maggio del 2014 la lista del candidato uscente, Dino Mazzotta, fratello del sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, a discapito di quella capeggiata da Giulio Ferreri Caputi.

C’è un dato di fatto. Verso la fine del mese scorso (un caso passato un po’ in sordina, sul quale sono al lavoro i carabinieri dipendenti dalla compagnia di Campi Salentina), due missive più o meno simili nel contenuto sono state inoltrate, come riportato nell’edizione del 28 febbraio scorso dal Nuovo Quotidiano di Puglia, “a Mario Salesi, commercialista che fu presidente del Collegio sindacale del Credito cooperativo durante la presidenza di Dino Mazzotta, eletto a maggio 2014, poi dimissionario con altri all’indomani dell’inchiesta giudiziaria della Procura di Lecce che portò al commissariamento della Terra d’Otranto” e a “un giovane componente del Consiglio di amministrazione della Bcc nel 2013, quando Dino Mazzotta subentrò come presidente a Rosario Indennitate”. Persone, comunque, appartenenti a diverse “fazioni”.

Carmiano e Bcc ieri, Carmiano e Bcc, forse, anche oggi. Due gli elementi che fungono da collante: una firma in calce, che sembra una croce celtica o un mirino, e l’uso di un messaggio cifrato. Quello pervenuto a febbraio era molto più breve, però, ed è stato quindi più semplice decriptarlo. Il senso, più o meno, era questo: “Vi ammazziamo tutti”. Quello arrivato nelle ultime ore, invece, è più lungo e in fase di elaborazione.

Va detta una cosa: omettiamo volontariamente alcuni passaggi. Inutile creare apprensione in un momento in cui la scena internazionale è dominata dai rigurgiti di un terrorismo freddo e cieco. L’intera vicenda deve essere collocata su precisi binari, senza deragliare in particolari drammi. Meglio analizzarla partendo dai dati noti e cercando di capire quelli ignoti.

Per esempio, vi sono un paio elementi di novità, nelle ultime missive, francobollate e passate dall’ufficio postale di Bari Cmp il 21 marzo. Oltre alla ripresa del mirino come firma, infatti, c’è l’inedito rimando a “Zodiac”. Forse è stato inserito per infondere un senso preciso a quel simbolo, altrimenti così simile a una croce celtica (ampiamente usata da movimenti di estrema destra). Nelle prime due lettere avrebbe potuto generare equivoci se non argomentata. O magari, il rimando è stato fatto solo per omaggiare un proprio mito.

Come molti sapranno, infatti, “Zodiac” è un film del 2007 (fra i protagonisti anche Robert Downey Jr), basato su libri di Robert Graysmith, a loro volta ispirati alla vera storia del Killer dello Zodiaco, che mise a segno negli anni Sessanta cinque delitti certi nella zona di San Francisco (per altri si è ipotizzato, senza prove sufficienti, che vi fosse la sua mano) e che spedì a vari giornali lettere con messaggi cifrati (non sempre decodificati), fornendo dettagli e indicazioni inquietanti. Un caso mai risolto, nonostante diversi sospettati, e perfino riaperto di recente. In cui compariva il mirino come segno distintivo. L’autografo, insomma.   

Il secondo elemento, invece, è nel contenuto che potrebbe celare il codice. Nella lettera in chiaro, infatti, preannunciando possibili episodi criminali da qui a breve, in un passaggio l’anonimo spiega che vi sarebbe indicata la sua identità.

E’ una sottigliezza. Di solito tentare di far svelare ad altri con codici la propria identità, è un modo usato da alcuni veri serial killer per spronare gli investigatori a fermarli, dato che agiscono in modo compulsivo e irrefrenabile. In realtà potrebbe anche essere un sistema per depistare o persino per gettare discredito su ignari, infangandone il nome. Da qui l’estrema prudenza che adottiamo, non pubblicando il codice.

Non mancano nemmeno nella lettera in chiaro, una comune stampata, alcune singolarità e discrepanze di dubbia interpretazione. Per esempio il seguente passaggio: “Non è il primo bum/flash che ho fatto l’altra notte e non sarà l’ultimo”. Cosa voglia affermare esattamente con la locuzione in inglese maccheronico “bum/flash”, non è chiaro, e nemmeno, a livello temporale, si comprende quale sia il riferimento alla “altra notte”.

20160323_115430-2Volendo assumere che per “bum/flash” s’intenda un attentato, le cronache, stando almeno su Carmiano, riportano di recente al solo caso avvenuto nella notte fra il 5 e il 6 marzo (a meno che non ve ne siano altri tenuti per ora il più possibile segreti per motivi d'indagine), quando qualcuno ha collocato un particolare ordigno artigianale, usando anche una tanica di benzina, davanti al portone di casa di una coppia, in via Principe di Savoia. Lui dipendente comunale e lei di Bcc Terra d’Otranto.

Ecco, si dirà. Il nome della banca ritorna. Eppure, sebbene gli investigatori della polizia da un lato e dei carabinieri dall’altro non possano escludere a priori che esista davvero questo sottile filo a ricollegare il tutto, in realtà proprio in quella specifica vicenda le questioni riguardanti l’istituto di credito non sono mai state e continuano a non essere la pista principale. Insomma, il mistero permane.

L’anonimo spiega poi che quella passata dalle mani di LeccePrima sarebbe sostanzialmente solo “una parte di un messaggio cifrato” e che “le altre due parti del messaggio sono state inviate al sindaco di Carmiano e alla redazione del Quotidiano di Lecce”. In apparenza, dunque, un singolare puzzle da ricomporre, un mosaico con una soluzione. Un situazione intrigante, non c'è che dire. 

E allora, quale lettura dare a queste tre lettere odierne? Esiste davvero il collegamento con le prime due, di fine febbraio, o l’anonimo mittente ha solo preso ispirazione leggendo il precedente articolo? Dietro c’è sempre e davvero la stessa mano?

Che vi sia la stessa mano, potrebbe suggerirlo un dettaglio. Il codice usato è realmente quello del vero Killer dello Zodiaco, ma chi ha scritto le tre lettere di oggi non poteva saperlo, perché non è stato fatto alcun riferimenti preciso nel precedente articolo sulle due precedenti lettere.

Il guaio è che, provando a decifrarlo usando i ritagli dei vecchi giornali, laddove si ottennero dei risultati apprezzabili, se ne ricavano solo sequenze senza senso. Come se a quel cifrario l’anonimo si fosse solo ispirato, ma rivisitandolo e attribuendo a ogni singolo segno grafico consonanti e vocali diverse rispetto all’originale di San Francisco.   

Nota: articolo parzialmente rivisto alle 12,43 sulla scorta di elementi acquisiti più precisi.

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