Ordigno esplode davanti casa di un agente della penitenziaria

Attentato per la seconda volta in un mese a Carmiano, questa volta in via Monsignor Paladini. Danni rilevanti all'ingresso di una villetta. Lo scoppio si è udito chiaramente in paese intorno alle 2,20 di notte

CARMIANO – L’esplosione è avvenuta intorno alle 2,20 di notte. E per la seconda volta in un mese, almeno una parte di Carmiano s’è svegliata di soprassalto. Il boato è stato forte. I danni lo attestano. L’ordigno, fabbricato in modo artigianale con polvere nera e di potenziale medio, è stato collocato davanti all’abitazione di un agente di polizia penitenziaria di 53 anni.

Lo scenario, questa volta, via Monsignor Paladini. Qualcuno, con il favore delle ombre, s’è avvicinato all’ingresso esterno della villetta, dove risiede l’agente in forza al carcere di Borgo San Nicola con la famiglia, e ha piazzato l’ordigno nell’angolo in basso a sinistra del cancello, rispetto alla visuale frontale.

Il botto ha piegato in parte la grata e il montante. Alcuni mattoni di rivestimento della parete sono crollati. La maschera del citofono è schizzata fuori dal muro, rimanendo appesa per i fili. Schegge di pietra sono volate per aria, danneggiando due autovetture parcheggiate nelle vicinanze. Se, malauguratamente, fosse passato qualcuno a piedi in quel momento, avrebbe rischiato lesioni molto serie.  

Fra i primi ad arrivare vi sono stati i vigili del fuoco con una squadra dal distaccamento di Veglie, ma non c’è stata necessità di un intervento reale. In questo caso, rispetto a quanto successo fra il 5 e il 6 marzo scorso, quando è stata colpita l’abitazione di una coppia in via Principe di Savoia (marito e moglie, rispettivamente dipendenti comunale e di banca), non vi sono state fiamme.

Le indagini, come in quella vicenda, che è ancora fresca nel ricordo collettivo, sono ora affidate ai carabinieri della stazione locale e della compagnia di Campi Salentina, sotto il coordinamento del tenente Rolando Giusti. Per il momento, però, sembra che l’agente non abbia riferito di sospetti particolari. E questa volta non vi sono nei pressi nemmeno videocamere a fornire elementi utili.

Una delle piste che sonderanno gli investigatori, un atto necessario viste le circostanze, è quella che porta proprio all’ambiente carcerario. Di certo, si tratta di una situazione delicata e singolare. Sia isolando il caso di oggi da tutto, vista la professione che esercita l’uomo, sia volendo inserirlo in un contesto più ampio e generale, in cui si incrociano fatti e persone residenti o comunque legati a Carmiano.

Non è chiaro se vi sia un reale collegamento fra ogni cosa, insomma, ma vanno annoverate di recente anche una serie di lettere intimidatorie con codice cifrato, sebbene dal contenuto e dall'obiettivo non sempre nitidi. In un paio di casi (i primi, verso la fine di febbraio) è sembrato di scorgere elementi legati alle vicissitudini giudiziarie della Banca di credito cooperativo di Terra d’Otranto.

In altri, come nelle lettere inviate nei giorni scorsi ad alcune redazioni, fra cui quella di LeccePrima, oltre che al sindaco Giancarlo Mazzotta, è apparso di vedere più il tentativo destabilizzante di un mitomane, che la mano di un vero e proprio regista occulto. Tanto più che il contenuto stesso, una volta tradotto, non ha rimandato né più, né meno che a intimidazioni generiche. Lo scenario, dunque, appare ancora fluido e di difficile comprensione.

Ascoltando già questa mattina alcuni carmianesi, loro stessi non sono convinti che tutte le vicende siano mantenute da un unico collante. In sostanza, spesso non si riesce semplicemente a trovare una spiegazione. La stessa vicenda Bcc non è avvertita a pelle come qualcosa che colpisca al cuore la comunità, ma è vista probabilmente più come un problema interno, che riguarda gli addetti ai lavori, nonostante il coinvolgimento dello stesso primo cittadino, che comunque continua a tenere salda la sua fetta di consenso.

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Certo, vi sarà pure una forma di distacco, ma si agita comunque un timore di fondo, in un quadro in cui ci si mette pure la sorte, come qualche auto in fiamme in pieno giorno ma per motivi quasi sicuramente accidentali. E’ anche il fattore cronologico a incutere una certa inquietudine, la circostanza che tutti questi avvenimenti si stiano accavallano in una successione così rapida. Ma a volte anche le anomalie sono davvero solo coincidenze. Persino in una cittadina di 12mila abitanti.   

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