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Cronaca

Caronte picchia forte: quasi 110 chiamate solo per malori, il 118 in affanno

Dalle 7 del mattino alle 13 operatori al lavoro ininterrottamente e solo il fato ha voluto che non si siano aggiunti incidenti gravi. pertermia, pazienti disidratati e lipotimie sono le richieste più frequenti e tutte tipicamente legate al clima torrido

LECCE – Nella morsa di Caronte. La Puglia è fra le regioni italiana che più stanno patendo il caldo. Nel Salento le massime di oggi vanno dai 33 ai 39 gradi, con punte fino a 40 nel primo pomeriggio, e il traghettatore degli Inferi, dicono i meteorologi, dovrebbe continuare nel suo passaggio fino a venerdì.

Ancora oggi il servizio 118 leccese si sta ritrovando in serio affanno. E solo il fato ha voluto che dalle 7 del mattino alle 13 non si siano verificati incidenti gravi sulle strade, nei cantieri e domestici, perché in quest’arco temporale vi sono state 108 telefonate, considerando solo quelle legate a malori più o meno seri riconducibili al caldo.   

Non c’è una zona in particolare dove si verifichi una più alta concentrazione di richieste di soccorso. Le chiamate sono distribuite su tutto il territorio, dalla città fino alle marine. Ipertermia, pazienti disidratati e lipotimie (cioè senso di debolezza con perdita di conoscenza) sono le richieste più frequenti e tutte tipicamente legate al clima torrido, alle quali si aggiungono altri eventi gravi che complicano il già difficile lavoro degli operatori. Per dirne solo una, la partenza intorno all’una da Ugento verso il “Vito Fazzi” di Lecce per un paziente affetto da trauma toracico chiuso, con necessità di ricovero urgente presso il reparto di Chirurgia toracica.

Ieri s’è anche verificato un decesso, correlato al caldo (ma non solo), quello del cittadino sudanese di 47 anni che s’è accasciato al suolo mentre stava raccogliendo pomodori nelle campagne lungo la Nardò-Avetrana, sotto un sole impietoso. Una vicenda per la quale vi sono tre indagati (ne riferiamo a parte).

I problemi riguardano come sempre il numero di ambulanze e operatori disponibili. I mezzi dislocati per la stagione nelle marine joniche e adriatiche rappresentano un rinforzo che tampona, ma non risolve l’emergenza.  

L’Asl ha disposto dai primi del mese undici postazioni di assistenza turistica a Casalabate, Gallipoli, Specchiulla, San Cataldo, San Foca, Santa Maria al Bagno, Sant'Isidoro, Torre Chianca, Torre Lapillo, Torre San Giovanni, Torre Vado e altre tre che prevedono l’impiego di moto d’acqua, a San Cataldo, Torre San Giovanni e Alimini.

Sono stati potenziati anche gli strumenti di pronto intervento che si vanno ad aggiungere a quelli ordinari di 118, sedici con medico (Gallipoli, Maglie, Nardò, Otranto, Poggiardo, Tricase, Copertino, Casarano, Campi Salentina, Gagliando del Capo, Galatina, Lecce 1, Lecce 2, Martano, Scorrano, Ugento) e sette senza (Casarano, Veglie e cinque a Lecce). Tutto questo, però, sembra non bastare. Caronte mette a dura prova i riflessi.  

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