Cronaca

Carotaggi Tap in pineta. Tap: "Nessuna ombra, il sindaco sapeva dal 18 maggio"

Il primo cittadino di Melendugno si è recato nella tarda serata di ieri in località San Basilio, dopo la segnalazione relativa a sondaggi in corso. Per l'azienda l'amministrazione è stata già informata il 18 maggio con regolare mail di posta certificata

Il macchinario nella pineta di San Basilio.

MELENDUGNO - Il sindaco del Comune di Melendugno, Marco Potì, qualche sospetto ce l'ha, se non altro per la tempistica e per vederci chiaro ha deciso di chiedere lumi al corpo forestale dello Stato. Ma per Tap non c'è nulla da approfondire, dal momento che l'amministrazione comunale era stata informata delle attività in corso in questi giorni già il 19 maggio.

Attorno alla pineta di San Basilio si consuma un altro scontro tra il fronte che si oppone al gasdotto e la società che intende realizzarlo.  Ieri sera, infatti, mentre l'attenzione generale era rivolta alla finale di Champions League tra Barcellona e Juventus, è giunta al primo cittadino la segnalazione relativa allo svolgimento operazioni di carotaggio. Si tratta di un punto distante circa 400 metri dal mare, grosso a metà del tracciato del microtunnel che dovrebbe collegare il punto di approdo alla valvola di intercettazione. Ma quando Potì, insieme al responsabile dell'ufficio tecnico comunale, si è recato sul posto, poco dopo, non vi era anima viva ma solo il macchinario e tracce di attività parsa recente. 

La replica di Tap è calibrata per fugare ogni dubbio: “Sarà completato domani mattina il sondaggio in corso in un fondo privato lungo il percorso futuro del gasdotto. Si tratta di uno dei quattro sondaggi da effettuare in area sottoposta a vincolo paesaggistico, per i quali è stata rilasciata lo scorso 12 maggio regolare autorizzazione paesaggistica dalla dirigente del Servizio Assetto del Territorio della Regione Puglia; l'accesso al fondo è stato concordato con i proprietari ed è avvenuto attraverso la viabilità interpoderale”.

Chiariti i presupposti di fatto, la società rende noto di aver inviato il 19 maggio scorso, tramite posta elettronica certificata, tutte le informazioni sulle attività programmate che comprendono la preliminare ricerca di eventuali residuati bellici da bonificare (attività poi conclusa con il rilascio da parte del competente ufficio del ministero della Difesa della certificazione dell'esito negativo) e il sondaggio geotecnico vero e proprio.

Nella nota stampa Tap precisa che “le attività erano state interrotte venerdì pomeriggio al termine della ordinaria giornata di lavoro, ultima della tipica settimana lavorativa dei cantieri edili e assimiliati, e operai e tecnici hanno regolarmente goduto delle loro meritate giornate di riposo, dedicando, forse, la serata di ieri a seguire la finale di Champions League, come milioni di altri italiani ed europei".

“Non così l'incaricato della società incaricata di vigilare sul cantiere e sui macchinari dopo gli atti vandalici verificatisi lo scorso mese di marzo, che ha ricevuto, nella notte tra sabato e domenica almeno un paio di 'visite' da parte di persone certamente non autorizzate ad accedere nel fondo, che comunque si sono limitate a scattare delle foto dei macchinari fermi. E’ intervenuto anche il sindaco del Comune di Melendugno, accompagnato da altri amministratori municipali, che ha chiesto al personale della vigilanza informazioni sulla natura dei lavori che, come esposto sopra, erano da 18 giorni in possesso della sua amministrazione”. 

I sondaggi sono stati già oggetto di contrapposizione: l'amministrazione comunale di Melendugno, a ottobre, ha emesso un'ordinanza di sospensione dei lavori, ma il Tar del Lazio, investito della questione, ha autorizzato a gennaio la prosecuzione dei lavori nei limiti indicati dal decreto della prefettura. Ad aprile è arrivato il via libera definitivo del Consiglio dei ministri alla realizzazione del gasdotto, cui ha fatto seguito il decreto di autorizzazione unica firmato del ministero dello Sviluppo Economico.

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