Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca

cartoline dal salento. "sule, mare, ientu e mucamientu"

Lecce e la sua provincia sono sotterrati da quintali di rifiuti. Fra la maleducazione, le discariche stracolme e quelle abusive che nascono ovunque, impossibile non chiedersi: i turisti, torneranno?

Sporco Salento, insieme a te non ci sto più. Lecce e la sua provincia annaspano sotto un manto pestilenziale di rifiuti. Un internauta locale ha fatto girare sul blog del Nord Salento, ilvillaggioweb.it, questa frase: "Lu Salentu, lu sule, lu mare, lu ientu e lu? mucamientu", inviandocela poi per posta elettronica, in una sorta di passaparola via-web. Sono i cittadini esasperati e i turisti disorientati di fronte a tanta esibizione di immondizia a protestare. Su LeccePrima ormai la sezione "Moi te 'nde ticu quattru" è ricolma come una pattumiera di lamentele. E' sufficiente dare una sbirciatina agli ultimi interventi. Agostino Perrone ci scrive da Casalabate, disgustato per come è degenerata negli anni la marina leccese. Il colpo di grazia, quell'immensa baldoria nell'ex centro "Lorizonte", dove si sono riversate decine di migliaia di persone, lasciando per ricordo ogni sorta di sudiceria. E giù affondi politici, contropiedi della destra, risposte della sinistra. Tutto, rigorosamente dieci-dodici giorni dopo il fatto. Mai che si provveda prima. Eppure i residenti e la stampa non fanno che parlare degli episodi che si sono susseguiti sulla Squinzano-Casalabate da oltre un mese.

Pino Romano, da Lecce, chiede l'intervento dei vigili urbani in piazzale Modena, dove la sera sembra che improvvisamente si riempia di bottiglie di birra. Giuseppe Rizzo, leccese residente a Siena, è rientrato in Toscana scioccato per quello che ha dovuto vedere. "Per Lecce non ho più parole per deprecare la violenza consumata sotto gli occhi dei compiacenti concittadini", ha scritto. E sulle marine: "Il degrado delle spiagge libere ha livelli da terzo mondo. Esempi: Torre Chianca (marina di Lecce), le pinete degli Alimini (Otranto), tutti gli scogli che vanno a Gallipoli da Lido San Giovanni a Punta Suina e oltre. Uno schifo".

Tonino Meo gli risponderà qualche giorno dopo a malincuore. "E se fosse ormai una sorta di assuefazione?" Lisiel Ravasi, da Milano, ricorda le vacanze a Torre dell'Orso: "E' stato un vero shock dover vedere un bellissimo paesaggio, un bellissimo mare con una spiaggia che risulta essere una discarica, un posacenere, dove non puoi metter piede per paura di tagliarti o quant'altro. E soprattutto vedere l'indifferenza degli altri. Ma il Comune, che fa?". Luciano Esposito, da Otranto, esibisce con tanto di foto il degrado di alcuni angoli del cimitero. "Nella nostra città non si rispettano i vivi, figuriamoci i morti", ha commentato laconico un altro idruntino, nella stessa segnalazione.

Cartoline, cartoline dal Salento. Dove alla maleducazione di troppi, si aggiungono le discariche (legali) intasate come nasi raffreddati (ieri una manifestazione spontanea di protesta a Poggiardo, della quale hanno abbondantemente riferito le televisioni locali) e quelle (abusive) che pullulano come macchie di fango su una maglietta bianca e sulle quali si concentrano le attenzioni delle forze dell'ordine. Otranto, "Don Tonino bello", dove andrebbe a finire la differenziata raccolta dai cittadini, quegli stessi che hanno esposto denuncia ai carabinieri (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=3409); le campagne tra Surbo e Trepuzzi, dove la guardia di finanza ha sigillato una cava di 10mila metri quadri (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=3385); Gallipoli, dove sempre le fiamme gialle hanno fatto la scoperta dall'alto, perlustrando la zona "Li Sauli" con gli elicotteri (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=2539); il bosco di Lido San Giovanni, sempre a Gallipoli, dove è intervenuta la polizia (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=2089); Salve, dove una cava diventata "deposito" di rifiuti è stata oggetto di attenzione da parte del corpo forestale (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=1259).

Si tratta solo di alcuni esempi fra i tanti, di un Salento nel quale, come abbiamo già scritto, ci si gongola fra i dati statistici che raccontano di un "boom" turistico, ma senza interrogarsi se quegli stessi visitatori faranno ritorno, un domani. Ci racconta via sms Andrea Ingusci, di Nardò, che nelle località più rinomate della Sardegna trovare una carta per terra è come cercare un ago in un pagliaio. Vi lasciamo così con questo speciale domenicale sullo "sporco Salento", che annovera altri due articoli: uno è di Antonio Bruno, un nostro lettore, agronomo di San Cesario, che ci illustra gli scenari ancor più inquietanti che potrebbero presentarsi quando le discariche di Grottaglie e Fragagnano chiuderanno la cerniera, nel 2008. Un altro, è del nostro collaboratore Mauro Bortone, che evidenzia come non si abbia più rispetto neanche di un luogo di importanza storica mondiale come il Castello Aragonese. Tappatevi il naso e buona lettura.

Il gadget di LeccePrima: la mappa del Salento da odiare. Da stampare e appendere in camera.

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