Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Case fantasma: dal singolo turista all'intera comitiva, boom del fenomeno

La polizia di Gallipoli ha scoperto e denunciato due casertani. Ma ci sono anche pericolosi episodi di phishing e altri tipi di frodi informatiche sotto la lente

Polizia dentro Gallipoli, nei pressi di Lido San Giovanni (foto di repertorio).

GALLIPOLI – Ci sono il turista in cerca di relax e l’intera comitiva di ragazzi che aspetta l’estate sognando notti di divertimento. Persone che fra loro non si conoscono, che arrivano da località diverse e tutte accomunate da due fattori: scelgono Gallipoli per le vacanze, ma finiscono per ritrovarsi puntualmente frodate da qualche impostore pronto a rifilare veri bidoni, sfruttando proprio l'immagine e la capacità attrattiva di cui gode la nota località turistica del Salento jonico.

E’ il fenomeno delle “case fantasma” che ogni anno miete decine di vittime e obbliga le forze dell’ordine a un tour de force investigativo per risalire ai truffatori. Appartamenti e villette inesistenti, o, addirittura, reali, ma messi in affitto sfruttando il web senza che i veri proprietari siano al corrente di nulla. Con tanto di scenette da gag all’arrivo del turista-fai-da-te. Citofonata, qualcuno apre la porta. “Eccomi, sono qui”. Risposta del proprietario ignaro di tutto. “E allora?”.  E viene a galla l’imbroglio.

Il commissariato di Gallipoli ne ha scoperti diversi di questi episodi, quasi identici, riuscendo negli ultimi giorni a chiudere il cerchio su soggetti autori di frodi via Internet. In un paio di casi, ci sono di mezzo anche situazioni che con le vacanze non c’entra nulla. Spicca una vicenda che rientra, piuttosto, nella sfera del phishing, pratica che si realizza con mail fraudolente per carpire i dati degli utenti e sottrargli denaro. Molto pericolosa per chi incappa, perché rischia di vedersi svuotare interi conti.

La comitiva di Frosinone

Episodio numero uno, la truffa all’intera comitiva. Ragazzi provenienti dalla provincia di Frosinone che ad agosto hanno raggiunto la Baia Verde. Scoprendo seduta stante l’imbroglio, visto che l’immobile preso in locazione era del tutto inesistente e che l’inserzionista si era reso irreperibile dopo aver intascato una caparra di circa 500 euro.

Solo a conclusione di una lunga e articolata indagine, gli agenti di polizia diretti dal vicequestore aggiunto Marta De Bellis, sono riusciti a risalire al truffatore. E’ un 26enne della provincia di Caserta. Ha agito sotto falso nome, inserendo, tra l’altro, credenziali fittizie nel portale del sito di annunci on line.            

Il turista romano

Agli uffici di polizia si è rivolto in estate anche un turista romano. Periodo, sempre quello di agosto. Agli agenti ha raccontato di aver selezionato un b&b nella zona di Lido San Giovanni, versando, con bonifico bancario, un acconto di 350 euro circa a titolo di caparra. Il resto sarebbe stato resto davanti all’appartamento. Inutile dire che l’incontro non sia mai avvenuto. Gli agenti lo hanno comunque individuato. Si tratta di un uomo di 53 anni con numerosi precedenti penali. Anche questo della provincia di Caserta. Ora risponde di truffa a mezzo informatico.

Mamma e figlio denunciati

Un’altra truffa, questa volta ai danni di un gallipolino, non riguarda abitazioni, ma beni di consumo. Una donna, in concorso con il figlio, entrambi della provincia di Napoli, hanno ingannato un salentino che aveva pensato di acquistare una scheda elettronica selezionandola su una bacheca online. L’acquirente, credendo di concludere un buon affare, si era prima fatto illustrare per bene le caratteristiche dell’oggetto e dopo aver concordato le condizioni di vendita, aveva inviato 255 euro sulla carta Postepay dei venditori. La vittima si era accorta del raggiro solo quando non si è mai vista recapitare l’oggetto e non era più riuscita a entrare in contatto con i venditori.

Il caso di phishing

Il commissariato di polizia ha chiuso anche un’indagine per phishing. L’autrice è una donna rumena di 44 anni, residente a Roma. Risponde di truffa e sostituzione di persona. L’indagine è stata piuttosto complessa e ha coinvolto istituti bancari e postali, gestori di telefonia, uffici comunali e altri organi di polizia.

I minuziosi accertamenti, alla fine, hanno permesso di risalire alla donna, destinataria di cospicue somme di denaro sottratte a ignari titolari di carte prepagate attraverso la truffa informatica che si realizza con l’invio a pioggia di mail fraudolente, con loghi contraffatti di istituti di credito.

In questo caso, un utente aveva inserito in modo incauto i propri dati personali e bancari nei campi del falso sito. Vedendo così sparire circa 600 euro dal proprio conto prepagato.

Una denuncia anche dei carabinieri

Un altro caso molto recente è stato poi scoerto dai carabinieri della stazione di Nociglia, che hanno denunciato per frode informatica M.A., 20enne di  Mammola  (Reggio Calabria),  già noto alle forze dell'ordine. Attraverso il sito Kijiji, sul quale aveva posto in vendita un escavatore Kobelco, è riuscito a farsi accreditare da un salentino ben 2mila e 300 euro su carta Postepay a lui intestata. Senza, ovviamente, mai consegnare il veicolo. 

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