Cronaca

Case parcheggio e occupazioni abusive, l'inchiesta a cerchi concentrici

Con il "terremoto" del 7 settembre non si è esaurita l'indagine della guardia di finanza. In un filone parallelo altri indagati: tra loro gli ex sindaci Adriana Poli Bortone e Paolo Perrone

Un auto della finanza a Palazzo Carafa.

LECCE – Che l’inchiesta sulla gestione delle case popolari e degli alloggi parcheggio a Lecce non si fosse esaurita con il "terremoto" del 7 settembre era già nelle carte. Infatti, la richiesta di applicazione di misure cautelari e interdittive sollecitate dalla procura della Repubblica già nel dicembre scorso, e accolta dal giudice per le indagini preliminari due settimane addietro, trova giustificazione essenzialmente nel rischio di reiterazione del reato, considerato il radicamento nell’apparato amministrativo dei destinatari delle ordinanze di custodia e indipendentemente dal ruolo definito dalla vicende elettorali.

In quel fascicolo, che ha portato inoltre alla notifica di 34 avvisi di garanzia, sono molte le pagine dedicate a fornire un quadro complessivo del periodo che va dalla metà degli anni Duemila fin quasi ai nostri giorni. Un arco temporale molto ampio nel quale si inserisce anche il filone parallelo di un’inchiesta che coinvolge esponenti politici ed ex dirigenti comunali. La metafora potrebbe essere quella dei cerchi concentrici, a partire da quello centrale nel quale sono state riportati i fatti, ritenuti penalmente rileventi, più recenti, ma che appaiono "razionalmente" dipanarsi da una matassa da già prima aggrovigliata.

In questo secondo filone, le condotte sotto la lente di ingrandimento sono collegate ai reati di abuso d'ufficio, falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e invasione di edifici. Rispetto al primo non compaiono l'associazione a delinquere, la corruzione, il peculato, a testimonianza del fatto che il "salto di qualità" in quella che è stata ritenuta una vera e propria associazione a delinquere si è determinato a partire dal secondo semestre del 2012, subito dopo le elezioni amministrative che consegnarono a Paolo Perrone il secondo mandato. Due diverse fasi dunque, ma logicamente connesse. D'altra parte questo procedere per sentieri paralleli potrebbe preludere anche a una richiesta di archiviazione in ragione anche dei termini di prescrizione.

Le ricostruzioni degli inquirenti

Gli inquirenti scrivono a pagina 76: "Dalle indagini svolte è emerso che le assegnazioni delle cosiddette case parcheggio sono state svolte dai dirigenti, dai funzionari e dagli amministratori del Comune di Lecce dapprima in via del tutto discrezionale in assenza di alcun tipo di regolamentazione e successivamente (dal 2006,ndr) attraverso una regolamentazione di comodo finalizzata a dare una parvenza di legittimità a tali assegnazioni”.

Poco dopo i magistrati ribadiscono: “Fino a ottobre 2006 sono state assegnate case parcheggio per emergenza abitativa in assoluta discrezionalità. Infatti le relative domande sono supportate esclusivamente dalla semplice allegazione di una relazione sociale, redatta sulla basa di dichiarazioni fatte dal soggetto richiedente all’assistente sociale, senza qualsiasi ulteriore oggettivo atto a comprovare l’esistenza di valide motivazioni per l’assegnazione al di fuori della graduatoria ordinaria vigente”.

E ancora: “Dall’ottobre del 2006 con delibera di giunta comunale numero 612 sono indicati per la prima volta dei criteri generali per le assegnazioni delle case parcheggio che, facendo generico rimando a disagi socio-economico-abitativi, quali pubbliche calamità, crolli, lasciavano di fatto ampia discrezionalità agli amministratori nell’individuazione dei soggetti beneficiari. Anche in questo periodo le assegnazioni sono giustificate dalle relazioni sociali che di fatto fungono da ‘pezza giustificativa’ di assegnazioni effettuate senza alcun criterio oggettivamente apprezzabili e coerente con il tenore della legge in materia”.

La normativa di riferimento è la legge regionale 54 del 1984 che specifica cosa si debba intendere per alloggi parcheggio e alloggi destinati a emergenza abitativa.Con la prima definizione ci si riferisce - ricordanto gli inquirenti - "agli alloggi costruiti per assegnazioni provvisorie giustificate dalla necessità di spostare gli abitanti di interi quartieri o palazzine di Erp interessati da recuperi edilizi o di riqualificazione, quindi soggetti già assegnatari di alloggi di edilizia residenziale pubblica." Con la seconda si intende la quota di "alloggi in costruzione o appena costruiti (non superiore al 25 per cento) da destinare ad assegnazioni per situazioni di emergenza abitativa al di fuori della graduatoria ordinaria ovvero non già utilizzati per i bisogni della graduatoria ordinaria, per far fronte a specifiche e documentate esigenze di emergenza abitativa analiticamente indicate nelle leggi regionali".

Ma non si trattava, secondo i magistrati, solo di discrezionalità nella scelta dei beneficiari, ma anche di una sorta di sanatoria: “Tali assegnazioni, come emerso dalla disamina delle determine emesse in vigenza di tale delibera (fino al 2013), seppure provvisorie, stabilivano nella parte dispositiva che l’alloggio veniva concesso temporaneamente fino a quando non ne fosse stato assegnato uno definitivo o fino a quando non sarebbero state trovate altre soluzioni, sancendo di fatto la definitività dell’assegnazione in palese violazione di legge ed elusione della graduatoria generale”.

La gestione degli alloggi parcheggio del resto è collegato a quello delle occupazioni abusive e anche in questo caso è indicata una discriminate temporale che spiega la coesistenza di più filoni di inchiesta. “L’analisi del fenomeno delle occupazioni abusive del Comune di Lecce ha portato a individuare due macro-periodi: quello che va dal 2004 al 2012 periodo in cui è stato ssessore alla Casa fino al 3 giugno 2010… OMISSIS…(attualmente deputato della Repubblica) e poi fino a giugno 2012 ad interim il sindaco Perrone Paolo; quello che va dal 16 giugno 2012 ad oggi con assessore alla Casa Monosi Attilio”. Il riferimento dell'omissis è a Roberto Marti, che al momento dell'inoltro della richiesta al gip era deputato, mentra da marzo scorso è senatore della Repubblica.

Tra gli indagati

Adriana Poli, 75enne, già sindaco di Lecce; Paolo Perrone, 50enne, sindaco dal 2007 al 2017; Vito Leonardo Aloisi (ma noto a tutti come Aldo), 63enne di Sogliano Cavour, ex consigliere regionale; Domenico Maresca, 65enne di Torre del Greco, ex segretario generale del Comune (fino al 2009); Maria Luisa De Salvo, 67enne, ex dirigente comunale; Raffaele Attisani, 77enne, ex dirigente del settore Urbanistica; Luigi Maniglio, 68 anni, ex capo dell’ufficio tecnico; Nicola Massimo Elia, 63enne, ex dirigente comunale; Luigi Maniglio, 67enne, ex dirigente dell’ufficio tecnico.

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