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Le forze dell'ordine a Palazzo Carafa.

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Case popolari, dopo il no del gip alla libertà, Torricelli bussa al Riesame

Depositato questa mattina l’appello dell’ex consigliere contro la decisione del giudice di non revocargli i domiciliari disposti il 7 settembre

LECCE – Antonio Torricelli prova a riprendersi la libertà attraverso i giudici del Tribunale del Riesame. E’ stato depositato questa mattina l’appello contro la decisione del gip (giudice per le indagini preliminari) Giovanni Gallo di non concedere sconti al volto storico del Pd salentino, ritenuto uno dei personaggi chiave dell’inchiesta sulle case popolari concesse in cambio di voti, nonostante il parere favorevole della Procura. Sì perché per i pubblici ministeri Roberta Licci e Massimiliano Carducci, a Torricelli poteva essere concessa un’attenuazione della misura: dai domiciliari (ai quali è sottoposto dal 7 settembre) all’obbligo di dimora, con la possibilità quindi per l’ex consigliere comunale di uscire da casa in determinate fasce orarie. Ma il giudice ha rigettato l’istanza, avanzata dall’avvocato difensore Luigi Covella per ragioni legate all’età e a problemi di salute dell’indagato, ritenendo che queste ultime non siano incompatibili al regime dei domiciliari. Insomma, per il giudice nulla è cambiato: ci sono ancora rischi di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio.

Stando alle indagini, Torricelli avrebbe supportato l’ex assessore Attilio Monosi, ritenuto promotore ed organizzatore dell’associazione a delinquere, nel dare “veste legale” al sistema di illecita gestione degli alloggi di edilizia residenziale, sia in merito all’approvazione del regolamento (n.40/13) sulle case parcheggio, attraverso la creazione di una graduatoria parallela e antagonista a quella ufficiale utile a rafforzare il controllo del bacino elettorale, offrendo agli amministratori uno strumento per acquisire consensi sulla base della prospettiva di assegnazione ai cittadini esclusi o non inseriti nella graduatoria, sia per la modifica in senso più favorevole (abbassando i tempi da tre a due anni) per consentire l’accesso alla sanatoria ad alcuni degli occupanti abusivi esclusi da quella già approvata. 

Ora, la questione finirà sotto la lente dei giudici del Riesame che già si sono pronunciati nella stessa inchiesta, confermando alcune misure, come i domiciliari ai due esponenti del centrodestra salentino, gli ex assessori ed ex consiglieri Monosi e Luca Pasqualini (per il quale i pm avevano chiesto il carcere) e al funzionario del Comune di Lecce Pasquale Gorgoni, e aggravandone altre.

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