Case popolari, guardia di finanza a Palazzo Carafa per vederci chiaro

Acquisiti atti relativi alla definizione della graduatoria. Nell'aprile scorso esponenti del Pd presentarono un esposto per presunta compravendita di voti. L'ipotesi di reato nel fascicolo aperto contro ignoti è abuso d'ufficio

Foto d'archivio.

LECCE – Nella mattinata odierna gli uomini della guardia di finanza si sono recati a Palazzo Carafa e presso gli uffici del servizio Patrimonio, in via Lombardia per acquisire alcuni atti relativi alla procedura d’istruttoria preliminare alla definizione della graduatoria per l’assegnazione delle case popolari.

La “visita” odierna si ricollega al fascicolo di indagini affidato al sostituto procuratore Antonio De Donno e aperto a seguito dell’esposto presentato il 28 aprile scorso – ad una settimana dal voto per le amministrative – da Teresa Bellanova, deputata del Pd, e da Antonio Rotundo, consigliere comunale dello stesso partito. L’ipotesi di reato, attualmente contro ignoti, è di abuso d’ufficio.

I due, qualche giorno prima, il 16 aprile, furono protagonisti di un acceso duello verbale, nei corridoi della procura, con il sindaco Paolo Perrone che li aveva pubblicamente invitati a rivolgersi alla magistratura – invece di “sparare nel mucchio” - se davvero convinti che fosse in corso una compravendita di voti dietro la promessa di agevolazioni per l’attribuzione di un alloggio popolare. 

L’emergenza casa è tra le questioni amministrative più annose e alla disperata domanda di alloggi potrebbero essere ricondotti anche alcuni episodi di intimidazione verificatisi nel corso degli anni, fino ai tre proiettili recapitati il 3 gennaio scorso all’assessore al Patrimonio, Attilio Monosi, che ha anche la delega alle politiche abitative.

L’ultima graduatoria, del resto, risale al 1999, ed è stata approvata nel luglio del 2006.  Nell’aprile del 2011 è stato varato un nuovo bando, per il quale sono pervenute poco meno di 1400 domande. Dalla chiusura dello stesso è iniziato un lungo lavoro di istruttoria – bisogna infatti verificare per ciascun richiedente il possesso dei requisiti e la correttezza formale dell’istanza – che non è ancora terminato. Da qualche mese, all'interno di una generale turnazione tra i responsabili di settore, al vertice dell’ufficio Casa c’è stato un avvicendamento con Giuseppe Naccarelli che ha preso il posto di Maurizio Guido. 

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Gli immobili disponibili sono pochi rispetto a quanti ne servirebbero: entro l’anno l’amministrazione conta di mettere a disposizione poche decine di alloggi di nuova costruzione e il quadro generale è ulteriormente complicato dalla questione delle cosiddette “case parcheggio”, quelle cioè che vengono concesse temporaneamente a fronte di situazioni di estremo disagio. Su quest’ultimo fronte non si è mai placata la polemica: il Comune di Lecce, a parte delle linee guida emanate dalla giunta di Adriana Poli Bortone nel 2006, non ha mai avuto un regolamento. Né, a quanto pare, contezza precisa di quello che è il suo patrimonio, risultante invece da un documento del 2007 acquisito agli atti della commissione Controllo e Garanzia, presieduta da Antonio Rotundo, il 5 febbraio scorso. 

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