Case&Voti, inquilino picchiato per aver denunciato: abbreviato per i tre accusati

Saranno giudicati il 31 maggio col rito alternativo i presunti responsabili del pestaggio dell’uomo che con le sue dichiarazioni attivò la macchina della giustizia

LECCE - Si aprirà il 31 maggio davanti al giudice Edoardo D’Ambrosio il processo col rito abbreviato ai tre uomini ritenuti artefici del pestaggio dell’uomo che trovò la forza di denunciare il sistema di abusi sull’assegnazione delle case popolari a Lecce. Stiamo parlando di Nicola Pinto, 31 anni, di Lecce, di Umberto Nicoletti, di 41, e Andrea Santoro, di 27, anche questi di Lecce. Oggi, il giudice ha accolto la richiesta avanzata dai tre imputati di essere giudicati col rito “alternativo”, durante il quale, attraverso i loro difensori (gli avvocati Viviana Labbruzzo, Ladislao Massari, Pantaleo Cannoletta, Giancarlo Dei Lazzaretti, Giuseppe Presicce), dovranno respingere l’accusa di aver usato le maniere forti per convincere il cittadino coraggioso a ritirare la denuncia.

Stando alle indagini, infatti, proprio in seguito alle perquisizioni svolte poco prima dalla Guardia di finanza a Palazzo Carafa, il 9 giugno del 2015, il malcapitato fu invitato da Nicoletti (che conosceva per averci lavorato insieme in una ditta di traslochi) con un messaggio whatsapp, a presentarsi nella villetta a Giorgilorio (frazione di Surbo) del padre Giuseppe, noto pregiudicato. All’appuntamento, quel pomeriggio, Pinto  si sarebbe presentato armato e sarebbero state presenti altre due persone non identificate.

Sempre, oggi, sono state discusse le posizioni “stralciate” (per impedimento dei difensori) nella scorsa udienza: quelle di Monica Durante, 40enne di Lecce, Diego Monaco, 41enne di Lecce e Vincenzo Raho, 54enne di Lecce. Il processo per loro sarà col rito ordinario e inizierà l'8 aprile così come per gli altri 33 imputati rinviati a giudizio qualche giorno fa e tra i quali “spiccano” nomi grossi della politica locale: gli ex assessori e consiglieri comunali Attilio Monosi e Luca Pasqualini, e l’ex consigliere, volto storico del Pd, Antonio Torricelli.

Si conosceranno, invece, nelle date del 30 aprile le sorti di altri imputati che hanno chiesto di essere giudicati in abbreviato: Stefano Armenta, 58enne di Lecce; Vincenzo Specchia, 64enne, ex segretario generale (in pensione dal 30 giugno scorso); Serena Cervelli, 33enne di Lecce; Ilaria Decimo, 42enne di Lecce; Sergio Marti, 45enne originario di Melendugno). In due, Roberta Murra, 40enne di Lecce e Fabio Freuli, 52enne di Lecce, inoltre, hanno chiesto la messa alla prova, mentre Luisa Martina, 49enne di Lecce, accertamenti in merito alla capacità di stare in giudizio.

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