Nel processo "Case & Voti" pochi i posti in aula, udienza chiave rinviata: "Vergognoso"

Era previsto l’ascolto di quattro testi “chiave” per l’accusa, ma le difese hanno messo in evidenza l'inadeguatezza dell'aula della Corte d'Assise del Tribunale di viale De Pietro

LECCE - “E’ vergognoso che un processo così importante venga trattato in un’aula come questa, dove i difensori non hanno neppure un posto a sedere”. Si è aperta così, nella Corte d’Assise del tribunale di viale Michele de Pietro, la terza udienza nel processo sulle case popolari assegnate in cambio di voti, con 36 imputati, alcuni dei quali assistiti da due legali, con la richiesta dell’avvocato Luigi Rella di rinviare l’apertura del dibattimento nell’aula bunker del carcere di Lecce, molto più capiente.

E la Corte, presieduta dal giudice Pietro Baffa, dopo aver proposto invano di risolvere il problema aggiungendo altre sedie, ha accolto l’istanza, spostando al 10 giugno l’ascolto dei quattro testi dell’accusa previsto per questa mattina: l’uomo che avrebbe pagato a caro prezzo, con un’aggressione fisica, il fatto di aver denunciato gli abusi e sua moglie; l’avvocato Sandra Zappatore, nelle vesti di coordinatore generale di Arca Sud Salento (già Istituto Autonomo Case Popolari) e la funzionaria della Regione Puglia Anna Rita Delgiudice.

Il processo, per la verità, era già stato trasferito nel penitenziario di “Borgo San Nicola”, proprio in seguito all’istanza delle difese, ma oggi l’aula bunker non era disponibile e l’esigenza di procedere a ritmi serrati, in considerazione del fatto che alcuni imputati sono in custodia cautelare, aveva determinato un nuovo “ritorno” nel Palazzo di Giustizia.

Ma l’avvocato Rella ha evidenziato come una serie di disagi – oltre all’assenza di posti, la confusione dovuta al sovraffollamento, l’impossibilità di consultare agevolmente i fascicoli, l’assenza di microfoni – renda complicato, se non impossibile, espletare l’incarico difensivo.

La richiesta ha trovato il sostegno di tutti i colleghi, anche quelli di parte civile come Anna Grazia Maraschio che rappresenta Arca Sud.In particolare, l’avvocato Luigi Covella ha fatto presente come per legge, un difensore e un imputato dovrebbero trovarsi uno accanto all’altro e non agli antipodi di un’aula. A stabilirlo è l’articolo 146 del codice di procedura penale: “Nelle aule di udienza per il dibattimento, i banchi riservati al pubblico ministero e ai difensori sono posti allo stesso livello di fronte all’organo giudicante. Le parti private siedono a fianco dei propri difensori, salvo che sussistano esigenze di cautela. Il seggio delle persone da sottoporre ad esame è collocato in modo da consentire che le persone stesse siano agevolmente visibili sia dal giudice che dalle parti”. 

Tra gli imputati oggi erano presenti: gli ex consiglieri comunali Luca Pasqualini, Antonio Torricelli e Damiano D’Autilia e i dirigenti comunali Pasquale Gorgoni, Giovanni Puce, l’ex dirigente Giuseppe Naccarelli, e Piera Perulli, responsabile dell’Ufficio Case.

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