Caso Burgesi, il legale: "Presto tavolo tecnico e monitoraggio costante"

L'avvocato Luigi Quinto, che rappresenta il Comune di Ugento, chiede che l'attenzione sia massima sul caso della discarica

Rappresentanti delle istituzioni in visita all'ex discarica.

LECCE – Non si è fatta attendere la risposta dell’avvocato Luigi Quinto, che rappresenta il Comune di Ugento, uno dei tre interessati dal caso, considerando anche Acquarica del Capo e Presicce, dopo la nota della Procura della Repubblica di Lecce in merito alla vicenda dello smaltimento di rifiuti illeciti nella discarica Burgesi di Ugento.

“La Procura leccese – commenta l’avvocato Quinto – ricollega i fatti oggetto dell’ormai noto procedimento penale del 2016, con le indagini svolte e i processi già celebrati negli anni scorsi e che hanno interessato anche l’impianto ugentino gestito dalla società Monteco. Al riguardo, rappresentano un punto fermo le sentenze, già passate in giudicato, nelle quali sono stati accertati i reati ambientali commessi, sono stati individuati i responsabili ed inflitte le relative condanne.  La chiarezza di questo quadro, i cui contorni sono stati delineati dai procuratori Antonio De Donno ed Elsa Valeria Mignone, è indubbiamente il frutto dell’opera meritoria della Procura della Repubblica di Lecce su una pagina tanto significativa, quanto triste, della storia del Salento”.

Al di là delle risultanze processuali, il “sindaco del Comune di Ugento, nella sua responsabilità politica e di rappresentanza degli interessi delle rispettive comunità ritengono, però, che, in disparte la valenza ed i limiti in termini strettamente giuridici delle valutazioni svolte dalle autorità inquirenti, si ponga un problema di approfondimento in via amministrativa di tutta la vicenda nella sua complessità".

"Ciò perché, allo stato, è confermato ed anzi avvalorato il dato relativo alla presenza di pericolose sostanze inquinanti nel percolato del terzo lotto della discarica di Burgesi. Si tratta di sostanze pericolose del tutto incompatibili con quella tipologia di impianto e che, ed è questo il dato più allarmante, richiederebbero dei presidi ambientali, in termini di spessore di argilla e del telo impermeabile a protezione del catino della discarica per impedirne la migrazione in falda, del tutto insussistenti in un impianto, come quello in contrada Burgesi, costruito ed autorizzato per ricevere unicamente Rsu”.

“Per queste ragioni – prosegue il legale –le iniziative già preannunciate dai Comuni saranno portate avanti con doverosa determinazione e responsabilità. Il primo passo è stato quello di formalizzare ad Arpa la richiesta di avere copia di tutti i dati dei monitoraggi effettuati sia dall’autorità di controllo, sia dal gestore Monteco in autocontrollo, dal 2000 a oggi. Se il conferimento illecito dei rifiuti all’interno della discarica, accertato nel procedimento penale del 2000 con il coinvolgimento anche del direttore tecnico della discarica, è stato effettuato nel 2000, è quantomeno singolare che il superamento dei valori nel percolato si sia verificato solo nel 2016. Si impone, allora, chiarezza su questo dato anche al fine di poter individuare le iniziative più idonee da intraprendere”.

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L’avvocato Luigi Quinto auspica “una convocazione urgente di un tavolo tecnico con tutti gli enti interessati, sotto il coordinamento del presidente Michele Emiliano, che ha dimostrato grande sensibilità sull’argomento, affinché siano poste in essere le doverose iniziative per un monitoraggio costante delle matrici ambientali e per l’ulteriore bonifica e messa in sicurezza del sito, posto che i dati acquisiti dalla Procura con l‘ausilio tecnico e autorevole del Cnr dimostrano che gli interventi ripristinatori e di bonifica sino ad oggi effettuati si appalesano del tutto insufficiente a garantire la sicurezza dei cittadini”.

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