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Lunedì, 27 Giugno 2022
La ricerca della verità / Ugento

Caso Martucci, attesa decisione del gip dopo udienza contro l’archiviazione

Stamattina l’udienza camerale per la discussione dell’opposizione presentata dal legale della famiglia Martucci contro la richiesta della procura. Il giudice si è riservato di decidere. Nodi ancora irrisolti sulla figura dell’unico indagato. Il mistero di chiavi e libretto dell’auto

UGENTO - Sono ore cruciali per avere un nuovo quadro sulla vicenda della scomparsa di Roberta Martucci, la giovane 28enne ugentina svanita nel nulla in circostanze misteriose la sera del 20 agosto del 1999 tra Torre San Giovanni e Gallipoli.

La verità, puntigliosamente ricercata dalla famiglia, e in particolare dalla sorella Lorella, potrebbe avere un’ulteriore linfa di speranza se la decisione del giudice per le indagini preliminari, Marcello Rizzo, dovesse propendere per l’accoglimento della richiesta del legale, Fabrizio Ferilli, di opposizione alla nuova richiesta di archiviazione del caso avanzata, già nell'estate scorsa, dalla procura.

La decisione è attesa nei prossimi giorni dopo che questa mattina in tribunale si è svolta l’udienza in camera di consiglio per valutare l’istanza di opposizione formulata dal legale della famiglia di Roberta sulla richiesta già avanzata dal magistrato titolare dell’inchiesta, Elsa Valeria Mignone.

Al termine dell’udienza il gip Rizzo si è riservato la decisione per analizzare con dovizia le risultanze delle argomentazioni poste dai ricorrenti (con l’avvocato Ferilli presenti in tribunale anche Lorella Martucci e la criminologa Isabel Martina, consulente di parte con Roberta Bruzzone) e dal legale difensore dell’unico indagato dell’inchiesta, difeso dall’avvocato Francesca Conte.

L’attenzione sul giallo della scomparsa di Roberta Martucci non è mai venuta meno. Basti pensare alla decisione intrapresa dalla famiglia della ragazza di portare il caso anche all'attenzione della commissione parlamentare competente.

E già da un paio d’anni ormai, dopo alcune rivelazioni ed elementi nuovi portati dalla famiglia al vaglio della procura, il caso è stato riaperto e il cerchio si è fatto sempre più stringente anche intorno ad un uomo, un componente della cerchia familiare, che è risultato il principale sospettato. E che, sempre secondo gli elementi posti all'attenzione dell'autorità giudiziaria, avrebbe avuto un ruolo determinante nella vicenda finendo per essere iscritto nel registro degli indagati.

Elementi però che al momento non hanno portato alla svolta sperata dalla famiglia Martucci. Lo scenario di carattere indiziario, dopo la rilettura degli atti che hanno portato alla riapertura delle indagini, non sembrano aver fatto breccia sul pm che si è indirizzato verso una nuova richiesta di archiviazione. Quella che ha indotto il legale della famiglia a presentare invece la sua richiesta di opposizione.

Si spera nell’accoglimento della richiesta e sul prolungamento delle indagini per chiarire tutti quegli aspetti ancora irrisolti, quel vulnus rappresentato anche nelle venti e passa pagine di istanza, per la riapetura del caso, che raccontano di fatti e circostanze sospette, contraddizioni e tentativi di depistaggio. E della circostanza ulteriormente misteriosa delle chiavi e del libretto di circolazione e dell’auto di Roberta subito rottamata dopo il dissequestro.  

Sull’altro versante, quello dell’indagato (che per volontà del legale non era presente nell’udienza camerale), è stata ribadita la totale estraneità ai fatti ipotizzati supportando anche le motivazioni, basata su dati tecnici, della richiesta di archiviazione formulata dal pubblico ministero Mignone.

Il legale ha insistito sulla necessità di “ricercare la verità e non una verità” sottolineando anche come a distanza di tanti anni dalla scomparsa della ragazza e dai fatti sui quali si sta cercando di fare chiarezza anche “le piccole incoerenze che possono essere emerse da parte dall’indagato non possono che essere annoverate in uno specchio di contraddizioni fisiologiche”.          

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