Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Caso "Tecnova", al via l'udienza preliminare. Sono oltre 300 le parti civili

Si è aperta oggi l'udienza preliminare relativa al caso "Tecnova". Sono oltre 300 le parti civili che si sono costituite nell'ambito della vicenda giudiziaria scaturita dall'inchiesta sul fotovoltaico fra Lecce e Brindisi. La Procura di Lecce ha chiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati. la decisione è attesa a inizio luglio

LECCE – Si è aperta oggi l’udienza preliminare relativa al caso “Tecnova”. Il gup Giovanni Gallo, dopo aver rigettato alcune eccezioni della difesa, ha accolto la costituzione di gran parte delle parti civili (ad eccezione di un ente che si occupa di diritti umani e alcuni cittadini stranieri) che sono complessivamente oltre trecento.  Ben 484, invece, le parti offese (assistite dagli avvocati Salvatore Centonze, Alessandro Stomeo e Giuseppe Milli) nella vicenda che vede al centro l’inchiesta sul fotovoltaico fra Lecce e Brindisi. Si tratta di cittadini extracomunitari che avrebbero operato senza alcun tipo di garanzia. Un vero e proprio caso sfruttamento di manodopera, secondo quanto contestato dagli inquirenti, spesso composta da persone presenti in modo irregolare sul territorio italiano. Quindici sono indagati fra soci, amministratori e capocantiere della società italo-spagnola Tecnova.

Era il 20 aprile del 2011 quando scattò il blitz della Dda di Lecce. Agenti della squadra mobile di Lecce e del comando provinciale della guardia di finanza di Brindisi, strinsero le manette ai polsi di nove persone, anche se le ordinanze di custodia cautelare erano quindici. Nell’immediato, infatti, alcuni degli indagati non furono reperibili.

Al centro dell’inchiesta ci sono Marco Damiano Bagnulo, 24enne di Brindisi; Annamaria Brunetti, 29enne di San Pietro Vernotico; Luis Miguel Cardenas Castellanos, colombiano, 35enne; Manuela Costabile, 37enne di Brindisi; Cosima De Michele, 59enne di Brindisi; Martin Denowebu, 36enne, ghanese; Laura Garcia Martin, spagnola, 34enne; Veronica Yanette, cubana, 36enne; Didier Gutierrez Canedo, spagnolo, 22enne; Luis Manuel Gutierrez Nunez, spagnolo, 40enne; Andres Felipe Higuera Castellanos, colombiano, 35enne; Brahim Lebhiha, marocchino, 28enne; Francisco Josè Luque Jmenez, spagnolo, 37enne; Josè Fernando Martinez Bascunana, spagnolo, 40enne; Tatiana Tedesco, 28enne di Brindisi. I vari cittadini stranieri, all’epoca dei mandati di cattura, erano residenti fra le province di Lecce e Brindisi.

Oggi l’accusa ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati (richiesta condivisa dai legali di parte civile). Il gup deciderà nella prossima udienza prevista per l’8 luglio.

Gli imputati rispondono di estorsione, favoreggiamento della condizione di clandestinità di cittadini extracomunitari e truffa aggravata ai danni dello Stato. In principio era stato contestato anche il capo di riduzione in schiavitù, poi decaduto davanti ai giudici del riesame nel maggio del 2011.

Secondo quanto rilevato dagli investigatori, i responsabili della società italo-spagnola avrebbero assunto cittadini extracomunitari privi di permesso di soggiorno favorendo la loro permanenza irregolare e occupandoli, in condizione di asservimento. Dopo un vertice in Prefettura, i lavoratori erano riusciti ad ottenere le mensilità arretrate.

Se nelle prime mosse, l’inchiesta aveva visto coinvolti solo quarantatré cittadini extracomunitari, nel tempo la lista di coloro che hanno sporto denuncia è salita vertiginosamente, tanto che ormai hanno superato quota 400. Le loro testimonianze, secondo gli inquirenti che hanno condotto gli approfondimenti, sarebbero perfettamente sovrapponibili a quanto dichiarato in precedenza dagli altri lavoratori, descrivendo a carico degli indagati comportamenti delittuosi analoghi.

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