Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Presunti abusi al doposcuola, Cassazione annulla la condanna del sarto

Nuovo capitolo giudiziario nella tragica e sanguinosa vicenda di Luigi Compagnone, l'uomo di 87 anni di Parabita, accusato di aver ripetutamente abusato di un bambino di sette anni.I giudici della Suprema corte hanno annullato la condanna dieci anni di reclusione

Un'aula del Tribunale di Lecce

LECCE – Nuovo capitolo giudiziario nella tragica e sanguinosa vicenda di Luigi Compagnone, il sarto 87enne di Parabita accusato di aver ripetutamente abusato di un bambino di sette anni. I giudici della Corte di Cassazione hanno annullato la sentenza d’appello con cui era stata confermata, nell’aprile del 2012, la condanna a dieci anni di reclusione nei confronti dell’anziano imputato. I giudici della Suprema Corte hanno stabilito che sia celebrato un nuovo processo presso un’altra sezione della Corte d’appello di Lecce. Accolta e condivisa dunque la tesi difensiva dei legali di Compagnone, gli avocati Pasquale e Giuseppe Corleto, anche se bisognerà attendere di conoscere le motivazioni dei giudici per aver un quadro più preciso di una lunga vicenda giudiziaria.

 Quella che ha visto come protagonista Compagnone, infatti, è una torbida vicenda fatta di presunte molestie consumate tra le mura dell’abitazione dell’uomo in via dei Mille, ribattezzata la “casa degli orrori”, dove il piccolo si recava a lezione dalla moglie dell’imputato: Jolanda Provenzano. La Provenzano fu uccisa a coltellate, nel novembre del 2007, dalla mamma del bimbo che sarebbe stato oggetto degli abusi, originaria di Casarano, condannata con rito abbreviato a sette anni, con sentenza poi confermata anche in Cassazione (a settembre 2010 i legali della donna hanno presentato domanda di grazia, indirizzando un’accorata richiesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano).

Nell’occasione rimase gravemente ferito anche lo stesso Compagnone, vittima a sua volta, nel settembre 2009, di una brutale rapina e di un’aggressione in perfetto stile “Arancia meccanica”. Una storia che ha dunque già avuto un tragico epilogo, lasciando un segno indelebile nella vita delle due famiglie.I giudici della corte d’Appello avevano confermato la condanna a dieci anni di carcere. Compagnone, però, si è sempre professato innocente. I genitori della piccola presunta vittima, si erano costituti parte civile con gli avvocati Francesca Conte e Luigi Corvaglia.

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